Il dossier della Cgia di Mestre fotografa un'Italia tornata protagonista sui mercati internazionali. Il Lazio è tra i suoi motori principali dell'export. La vera sorpresa è la provincia di Frosinone
Un’Italia che torna protagonista sui mercati internazionali ed un Lazio che è il suo motore principale. è la fotografia sull’export nazionale scattata dal rapporto dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, pubblicato in queste ore. Nel terzo quadrimestre del 2025, infatti, il Bel Paese è balzato al 4º posto assoluto tra quelli del G20 per esportazioni di merci, superando il Giappone e piazzandosi dietro soltanto a Cina, Stati Uniti e Germania.
Un risultato di rilievo, raggiunto nonostante dazi, tensioni geopolitiche e la svalutazione del dollaro.
Export in crescita

Nei primi nove mesi del 2025 l’export italiano è cresciuto di 16,6 miliardi di euro (+3,6%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Le vendite verso gli Stati Uniti hanno segnato un incremento di 4,3 miliardi (+9%), passando da 48,1 a 52,4 miliardi di euro.
Tra i settori più dinamici: navi e imbarcazioni (+51,6%), medicinali (+37,6%), metalli preziosi (+32,4%). Hanno segnato invece un calo significativo gioielleria (-14,7 %), raffinazione del petrolio (-13,6 %) e auto (-10 %).
La performance della provincia di Frosinone
Se i dati nazionali sono molto incoraggianti, il vero “scoop” dell’analisi del centro studi CGIA “parla ciociaro“. La provincia di Frosinone, infatti, si posiziona come uno dei motori fondamentali dell’ottima performance registrata dalla Regione Lazio.

A livello regionale, il Lazio ha registrato un’accelerazione decisa, con un aumento delle vendite sui mercati internazionali del +17,4% nel primo semestre del 2025, un risultato ben superiore alla media nazionale (+2,1%).
Il Lazio si conferma dunque tra le regioni più proiettate all’estero. Ma è di Frosinone il vero e proprio exploit: lo dicono i numeri. Emerge come una delle province italiane con la performance più brillante.
I numeri:
- Export totale (gennaio-settembre 2025): 7.597,9 milioni di euro
- Export 2024 (stesso periodo): 5.851,6 milioni di euro
- Incremento assoluto: +1.746,3 milioni di euro
- Variazione percentuale: +29,8%
Decimo posto per la Ciociaria
Questi dati collocano la provincia ciociara al 10º posto nella classifica nazionale per crescita percentuale dell’export, davanti a province storicamente forti come Genova o Alessandria. Al primo posto sulle 107 province monitorate dal report c’è Palermo con + 106% rispetto al 2024.

Ma vi è di più. Frosinone si attesta anche, addirittura al 5° posto assoluto, tra le migliori province italiane per l’incremento delle esportazioni in un anno verso gli Stati Uniti:che determina un delta sorprendente di + 237%. Anche l’esportazione negli USA è trainata soprattutto dai settori medicinali-preparati farmaceutici e manifatturiero.
Questi numeri non sono solo statistiche: sono la prova della vitalità e della lungimiranza del tessuto industriale della Ciociaria, un’area che ha saputo scommettere su settori ad alta intensità di conoscenza come il farmaceutico. Soprattutto in considerazione del contestuale crollo del settore automotive.
Dall’export un messaggio alla politica

La straordinaria performance di Frosinone è un messaggio chiaro alla politica: nazionale-regionale e provinciale. L’industria locale è ancora viva e compete a livello globale. È quello che ha scritto recentemente nel suo report il commissario del Consorzio Industriale del Lazio, Raffaele Trequattrini: andando controcorrente ha descritto un tessuto imprenditoriale tutt’altro che in agonia, dalle forti potenzialità, ma dall’urgente necessità di un piano coordinato ed una rotta stabile per consolidare il suo talento e la sua resilienza.
Proprio sulla base del lavoro che sta svolgendo la struttura del professor Trequattrini ieri sera il Governatore Francesco Rocca ha potuto parlare con schiettezza della crisi Automotive nel cassinate, spiegando che è una crisi che non è di dimensione locale ma globale e nella quale l’unica che può fornire una soluzione è l’Unione Europea. Il Lazio però si è preparato: Rocca ha parlato di un Piano B con il quale guidare la riconversione dell’indotto all’Aerospaziale ed all’Aeronautico. (Leggi qui: Rocca a Cassino: il messaggio al centrodestra ed il futuro della Ciociaria).
Esattamente quello che i dati della CGIA invitano a fare: riflettere sull’importanza di tutelare e incentivare i cluster produttivi strategici presenti in provincia e nel Lazio.
Settori strategici

C’è anche un altro punto di totale coincidenza tra il lavoro del Consorzio Industriale del Lazio e quello che emerge dall’ufficio studi Cgia. E cioè, e la crescita è trainata in modo così evidente da settori specifici, su tutti il Farmaceutico, l’Aerospaziale e l’Automotive, è indispensabile che gli sforzi finanziari e gli investimenti si concentrino sul miglioramento delle infrastrutture logistiche e digitali della provincia, garantendo un ambiente operativo coerente e competitivo con questi risultati. E cioè fonti energetiche sul posto che garantiscano il flusso di energia necessario per alimentare gli impianti ed a costi competitivi con il resto d’Europa. E poi cluster per immagazzinare l’energia prodotta in eccesso e da utilizzare nei momenti di necessità, comunità energetiche per ogni area industriale territoriale.

Una volta il celebre economista John Maynard Keynes disse: “Il potere delle idee è di gran lunga maggiore del potere del capitale”. In questo caso, il potere dell’innovazione e della qualità delle imprese locali, soprattutto nel settore Farmaceutico ed Aeronautico, ha dimostrato di superare le barriere protezionistiche e le crisi geopolitiche, trasformando un potenziale rischio (i dazi) in un’opportunità di riposizionamento strategico sul mercato internazionale e negli USA in modo particolare.
Il record del Lazio, di cui Frosinone è assoluto protagonista, è un investimento sul futuro che nessuno può permettersi di sprecare.



