Se ne va Lorenzo Santovincenzo, l’ambientalista responsabile

È morto Lorenzo Santovincenzo: avvocato ambientalista in prima linea nella difesa della natura e della salute. Con lui si spegne una luce di prima importanza nell'ambientalismo responsabile. L'impegno in Civis. I progetti con i giovani. Le mozioni e le sentenze

Odiava apparire, praticamente di lui non ci sono foto in giro sul web. Ma ci sono decine e decine di atti grazie ai quali l’ambiente della provincia di Frosinone è più protetto. L’avvocato Lorenzo Santovincenzo amava la natura e sapeva che per tutelarla non bastava combattere inquinatori, smog, sfruttatori del suolo. Sapeva che occorreva anche preservarlo dal finto ambientalismo. Per questo aveva accettato la sfida di guidare Civis, storica associazione ambientalista di Ferentino in prima linea da sempre.

L’aveva trasformata. Allargando il suo recinto. E da associazione a tutela dell’ambiente l’aveva trasformata anche in una realtà che promuoveva la difesa dell’ambiente: attraverso studi, progetti, il coinvolgimento dei giovani, i corsi di formazione. Soprattutto, Lorenzo Santovincenzo aveva messo a disposizione il suo sapere: una conoscenza maniacale di articoli, commi, codicilli, interpretazioni della normativa ambientale.

Ambientalista responsabile

Sapeva che l’ambientalismo non è il mantenimento intangibile dello status quo: il mondo cammina, la specie umana si evolve. Per questo sapeva che era necessario trovare un punto di equilibrio: tra le esigenze dell’umanità e la tutela dell’ambiente. Senza sconti, senza concessioni: ragionando insieme su quali modi potevano essere impiegati per fare le cose senza inquinare.

I signori delle ecomafie lo avevano in uggia. Perché il suo ambientalismo intelligente lo portava a dire che i biodigestori erano utili ma a condizione che venissero fatti secondo i criteri di legge. Perché era criminale sotterrare i rifiuti in maniera indiscriminata anziché lavorarli nei Tmb e recuperare tutto il possibile. Da avvocato, prediligeva la difesa delle vittime: che per lui erano i Comuni come Roccasecca, San Vittore del Lazio, Colfelice, che dovevano avere per legge dei ristori ma i debitori inventavano qualunque cavillo per non onorare. Lui smontava quei cavilli.

Lo irritavano gli ipocriti. Che si riempivano la bocca di ambientalismo ma poi correvano a presentare loro progetti al posto di quelli che avevano avversato fino ad un minuto prima. Porcherie intollerabili.

Green e circular

Foto: Gustavo Fring / Pexels

Attraverso di lui, Civis aveva presentato e vinto una serie di progetti di divulgazione. Attraverso i quali la nuova generazione doveva incontrare gli stakeholder del territorio ed intervistarli sulle tematiche ambientali. Per capire, far capire, divulgare. La sua visione delle cose era tale che chiunque avesse a che fare con un progetto green non poteva evitare di avere un confronto.

C’è lui dietro a molte soluzioni, interrogazioni, mozioni, decisioni. Che hanno reso più vivibile la terra di Ciociaria.

Un malore lo ha portato sull’orlo del baratro una settimana fa. Da allora era all’ospedale Spaziani di Frosinone. Sembrava ce l’avesse fatta. Nel pomeriggio invece una nuova e devastante crisi cardiaca ha messo fine alla sua esperienza terrena all’età di 59 anni. E tolto all’ambientalismo responsabile uno dei suoi alfieri più preparati.