Stellantis prevede, nel nuovo piano strategico, 60 miliardi di investimenti. Maserati si sposta sul segmento E. Alfa Romeo diventa marchio regionale. Nuova piattaforma STLA One. Sparito il segmento D di Cassino. Ci sarà una riduzione degli impianti ma «without shoutdown». Rocca non ci sta. I sindacati chiedono chiarezza.
Due parole pronunciate in America. Non in un posto qualunque. Ad Auburn Hills, Michigan, sede storica di quella che fu Chrysler: lì il CEO di Stellantis Antonio Filosa oggi ha aperto il Capital Markets Day. È il Piano Industriale, la rotta che la casa automobilistica seguirà sotto la sua guida per i prossimi anni: con i numeri che il mercato attendeva da mesi. Quei numeri annunciano 60 miliardi di euro di investimenti entro il 2030, 60 nuovi modelli in arrivo, 50 importanti aggiornamenti di prodotto.
Una strategia che punta ad accelerare crescita e profitti di un gruppo che nel 2025 ha bruciato ricavi e credibilità. E che ora — con Filosa al posto di Tavares — prova a riscrivere la narrazione. E le due parole? quelle alle quali si aggrappano le residue speranze di futuro per lo stabilimento Cassino Plant?
Le due parole sono without shoutdown. Senza chiusure. Nessun marchio verrà ceduto o chiuso. Tutti hanno un ruolo nella nuova mappa strategica. Cassino al momento può sperare solo in quelle due parole. Per il resto c’è nulla. Ad oggi.
Cassino Plant: l’unico stabilimento senza missione

Il piano FaSTLAne 2030 di Stellantis presentato oggi a Auburn Hills ha risposto a molte domande. Non a quella che contava di più per la Ciociaria.
Torino: confermata la Fiat 500 ibrida ed elettrica, il Green Campus come centro direzionale e tecnologico. Modena: confermato ruolo di centro di ricerca e sviluppo per le vetture sportive di lusso. Atessa: ufficializzata l’assegnazione del nuovo Ducato. Melfi: confermata la produzione di cinque vetture in lancio. Pomigliano: confermata l’e-car sotto i 15.000 euro dal 2028, più la Pandina. Termoli: confermata la produzione, con necessità di nuovi carichi produttivi e proseguimento del motore GSE in versione Euro 7.
Cassino: silenzio. Non un’assegnazione, non una data, non un modello. Solo un impegno generico a «non chiudere la fabbrica» e a «definire successivamente un progetto industriale dedicato». Lo hanno detto chiaramente i segretari nazionali Uilm Rocco Palombella e Gianluca Ficco al termine della riunione di Detroit che hanno seguito da remoto a Roma: «oramai ci sono missioni produttive per quasi tutti gli stabilimenti, eccetto purtroppo Cassino, per cui Stellantis ha dichiarato di non essere ancora pronta a presentare un piano operativo».
L’impegno a non chiudere — preso formalmente da Stellantis — viene preso sul serio dai sindacati. «Chiediamo venga trasformato al più presto in una prospettiva concreta». Non basta una promessa. Servono modelli, piattaforme, date e soprattutto una visione.
Filosa: «FaSTLAne 2030, crescita a lungo termine»

Il CEO Antonio Filosa presentando FaSTLAne 2030 ha ridisegnato la geografia del gruppo per i prossimi anni. Stellantis ha identificato quattro marchi globali che riceveranno il 70% degli investimenti destinati a marchi e prodotti: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat. A questi si aggiunge Pro One, la business unit dei veicoli commerciali. Sono loro i candidati per guidare il lancio dei nuovi asset globali, grazie alla presenza multiregionale e al più alto potenziale di redditività.
Poi ci sono cinque marchi regionali: Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo. Un ruolo diverso, più circoscritto geograficamente, con investimenti proporzionalmente inferiori. DS e Lancia — storici marchi importanti rispettivamente in Francia e in Italia — cessano di essere brand e società autonome per essere assorbiti e gestiti rispettivamente da Citroën e Fiat.
La posizione di Alfa Romeo come marchio regionale — e non globale — è il dato che più colpisce per chi segue la vertenza di Cassino. Significa che il Biscione non è tra i quattro brand che guideranno la carica. Riceverà una quota minoritaria degli investimenti complessivi. Resta nel portafoglio ma con un perimetro ridefinito.
Il nodo della capacità produttiva

Il piano prevede in Europa una riduzione della capacità produttiva di oltre 800.000 unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti e il potenziamento delle partnership in altri. L’utilizzo degli impianti dovrà salire dal 60% all’80% entro il 2030. Cosa significa? Un esempio lo spiega benissimo: se chiudo uno o due stabilimenti ho meno capacità produttiva. Facendo lavorare gli altri a pieno regime al posto loro ho il maggiore utilizzo.
Dice Filosa: «Con il nuovo piano astLane 2030 l’utilizzo della capacità produttiva aumenterà significativamente in tutte le regioni. Ciò sarà possibile attraverso l’aumento dei volumi trainato dal lancio di nuovi prodotti, nonché attraverso azioni locali mirate» e in particolare attraverso una serie di parternship”.
In Europa, la capacità verrà abbattuta di oltre 800mila auto attraverso la riconversione degli impianti di Poissy, in Francia e facendo leva sulle partnership come a Madrid e Saragozza, in Spagna, ed a Rennes, in Francia. Negli Stati Uniti, l’incremento di produzione dovrebbe migliorare la capacità di utilizzo all’80% nel 2030. In Medio Oriente e Africa, il piano prevede la localizzazione dei prodotti che guideranno il pieno utilizzo della capacità entro il 2030.

È il de profundis per Cassino? No. Lo si intuisce dall’intervento di Emanuele Cappellano, il grande capo della produzione Stellantis in Europa o se preferite Enlarged Europe COO. Nel suo intervento conferma la contrazione della capacità produttiva ma «Without shoutdown», non ci saranno chiusure. Ma cosa farà Cassino? Nessuno lo sa ancora. Al centro della ripartenza c’è una nuova piattafiorma: Stla One è una nuova architettura progettata per massimizzare sinergie e competitività. Ce ne saranno altre due. E per ora nessuno parla della STLALarge e del Segmento D che dovevano avere il loro core a Cassino.
Maserati nel Segmento E
Su Maserati arriva una indicazione precisa: il Tridente sarà riposizionato nel «lusso puro», con due nuovi modelli di segmento E — quello delle berline di lusso e alta gamma. Il piano dettagliato per il marchio sarà presentato entro dicembre 2026.

È una scelta di campo che ha conseguenze dirette su Cassino Plant, che produce oggi la Maserati Grecale e le Alfa Romeo Giulia e Stelvio: se Maserati punta al lusso puro con nuovi modelli di segmento E resta da capire dove verranno realizzate quelle auto di gran lusso. E, conseguentemente, quale sarà la mission per Cassino Plant. Una parte della produzione verrà fatta a Modena.
Stellantis prevede di introdurre in Europa oltre 25 nuovi prodotti e oltre 25 aggiornamenti entro il 2030. «Questi nuovi lanci amplieranno la copertura di mercato del 25%. La maggioranza sarà principalmente nei segmenti A, B e C» ha detto Emanuele Cappellano, responsabile Enlarged Europe & European Brands e di Stellantis Pro One. “L’Enlarged Europe è al centro dell’identità e della storia di Stellantis. Molti dei nostri brand iconici sono nati in questa regione».
Cappellano. Ha ricordato l’avvio a Pomigliano del progetto E-Car: “nel 2028 apriremo un nuovo segmento del mercato europeo incentrato sull’accessibilità economica, cioè veicoli completamente elettrici a meno di 15mila euro” ha ricordato. Cappellano ha detto che con Pro One, la divisione dei veicoli commerciali, l’ambizione è diventare numero uno al mondo entro il 2030 (oggi il brand è primo in Europa e secondo al mondo).
Le partnership: Leapmotor, Dongfeng, Tata e Jaguar Land Rover
È qui che il piano FaSTLAne 2030 mostra la sua architettura più innovativa — e più rilevante per i siti produttivi europei.

Leapmotor International — di cui Stellantis detiene il 51% — è il perno della strategia cinese in Europa. Il piano prevede collaborazione negli acquisti, condivisione della capacità produttiva negli impianti di Madrid e Saragozza, in linea con i requisiti del «Made in Europe». Non è una partnership commerciale — è una integrazione industriale progressiva.
Con Dongfeng — storico partner della componente francese PSA — si apre una nuova fase su due fronti: in Cina, attraverso la joint venture DPCA, con la produzione di due Peugeot e due Jeep per i mercati asiatici; in Europa, con una nuova joint venture a partecipazione Stellantis al 51% per collaborare su distribuzione, ingegneria, approvvigionamento e condivisione della capacità. Il primo progetto europeo partirà dallo stabilimento di Rennes, in Francia. Rennes: non Cassino. Sul piano competitivo non c’è paragone: il costo dell’energia in Francia è infinitamente più basso di quello che è possibile in Italia.
Con Tata si lavora sulle sinergie nelle regioni Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa e Sud America. Con Jaguar Land Rover si esplorano sinergie di sviluppo prodotti e tecnologie negli Stati Uniti. Sul fronte tecnologico il piano è ambizioso: Applied Intuition, Qualcomm, Wayve, Nvidia, Uber, Mistral AI e CATLsono i partner strategici per software, ADAS, intelligenza artificiale e tecnologia delle batterie.
Rocca: «Cambia la musica. Incontro Urso lunedì»

Il governatore Francesco Rocca non è rimasto affatto impressionato dalle parole arrivate da Detroit. Lo ha detto con chiarezza al nono Congresso della Uil di Roma e Lazio: «qui l’elefante nella stanza è la questione Cassino. Non mi aspettavo nulla di nuovo, veniamo da esperienze di presentazioni di piani industriali precedenti che sono state un fallimento». Ma ha aggiunto che da oggi «cambia la musica e si apre una stagione differente. Inizia una stagione di battaglie per non perdere neanche un posto di lavoro».
Lunedì Rocca incontrerà il ministro Adolfo Urso. Sul tavolo tutto: partner cinesi, riconversione, ogni opzione disponibile. «Ben venga anche se vogliono venire i cinesi, se ci deve essere una trasformazione». Sull’ipotesi militare a Cassino e la possibile collaborazione con il Cira — che circola con insistenza — Rocca è cauto ma non chiude: «Non mi entusiasma, ma è un comparto industriale come tutti gli altri». Quello che conta, ha chiarito, è che «non c’è geopolitica che tenga: se ci sono le opportunità, noi le prendiamo tutte». (Leggi qui: Stellantis, «Byd visita lo stabilimento». E Rocca propone il patto).
La Uilm: «Cassino è un aspetto critico»

Palombella e Ficco della Uilm segnalano anche un punto più generale che riguarda l’intero piano: «il rilancio dei motori italiani e la valorizzazione dei marchi premium sono a nostro avviso aspetti critici del piano su cui si dovrebbe intervenire». È un richiamo preciso al fatto che Alfa Romeo — declassata a marchio regionale con investimenti minoritari — e Maserati — con un piano dettagliato rinviato a dicembre 2026 — rischiano di restare promesse invece di diventare produzioni concrete.
«Abbiamo bisogno di proseguire già nelle prossime settimane un confronto trasparente e pragmatico sia con Stellantis sia con il Governo al tavolo automotive, per salvare quello che è ancora oggi il primo settore industriale italiano, che conta circa duecentomila addetti».

Per il Segretario Nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano il piano Stellantis «rappresenta un passo avanti rispetto a una situazione di forte difficoltà, caratterizzata da calo dei volumi e delle produzioni. È importante la decisione di non chiudere plant in Europa e abbiamo apprezzato alcune scelte volte a rafforzare le missioni produttive degli stabilimenti italiani, attraverso conferme e nuovi lanci industriali: Pomigliano con il progetto E-Car, Melfi con la nuova C-Suv Alfa Romeo e Atessa con il lancio produttivo della nuova generazione di Lcv Large Van».
Anche Uliano chiede risposte certe per Cassino e Termoli. «Per Cassino servono assegnazioni produttive e nuovi investimenti. Abbiamo preso atto della volontà del gruppo Stellantis di garantire continuità al plant e del lavoro in corso su nuove partnership, non ancora finalizzate, per rafforzarne la missione produttiva. Tuttavia, riteniamo non più rinviabili decisioni che portino a una soluzione concreta e di prospettiva positiva per uno stabilimento che, dall’inizio dell’anno, ha lavorato soltanto 19 giorni».
L’estate di Cassino: chiusura dal 3 al 16 agosto

Nel mezzo di tutto questo, in mattinata Stellantis ha comunicato ai sindacati le date delle ferie estive per Cassino Plant: chiusura dal 3 al 16 agosto. Si fermano le linee di Alfa Romeo Giulia, Stelvio e Maserati Grecale. Si fermano anche i reparti Presse e Plastiche — quelli che in genere non si fermano con la produzione delle vetture.
È un dettaglio tecnico. Ma fotografa la condizione dello stabilimento: ci si organizza per le ferie in uno dei periodi in cui si lavora di meno, mentre si aspetta ancora di sapere cosa si produrrà nel futuro.
Il piano FaSTLAne 2030 ha parlato a tutti. A Cassino ha detto: «ci pensiamo».



