L'indagine condotta dall'Ufficio studi della CGIA e la mappa degli importi: in Provincia di Frosinone i secondi salari più alti del Lazio
L’Italia è una dalla Rocca di Chardonnet nelle Alpi Cozie fino a Capo Sud dello scoglio Piccolo Sciutu proprio di fronte alle acque maltesi. In mezzo invece ci sono mille italie: differenti per storia e per economia. C’è un divario enorme tra Nord e Sud: in termini sociali, economici, infrastrutturali. È il destino di chi perde la guerra.
La Ciociaria ne è l’esempio. Passa Garibaldi ed unisce l’Italia. Ma uccide in un attimo la ricchezza della Manchester del Regno di Napoli: il polo industriale tra Sora – Isola – Carnello – Arpino. Sono storia acclarata le Leggi fatte per favorire cartiere e lanifici del nord: lo testimonia l’urlo dell’onorevole Polsinelli contro Cavour rimasto agli Atti del Parlamento. (Leggi qui: Lanifici e cartiere della Valle del Liri: dopo l’unità il crollo).
Solito gap tra Nord e Sud

Le conseguenze ce le portiamo appresso ancora oggi. Le differenze esistono ancora. Anche negli stipendi. A rilevarlo è una interessante indagine pubblicata oggi, condotta dall’Ufficio studi della CGIA su dati Inps ed Istat. Le 15 pagine dello studio evidenziano che anche dal confronto tra le retribuzioni, le differenze tra Nord e Sud sono molto evidenti. Se gli occupati nelle regioni settentrionali percepiscono una retribuzione media giornaliera lorda di 101 euro, i colleghi meridionali ne guadagnano 75. Insomma, i primi portano a casa uno stipendio giornaliero del 35% più “pesante” dei secondi.
A livello regionale la retribuzione media annua lorda dei lavoratori dipendenti della Lombardia è pari a 28.354 euro. In Calabria, invece, ammonta a poco più della metà; ovvero 14.960 euro.
La spiegazione di queste disuguaglianze salariali è desumibile da un fatto. Che le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie/assicurative/bancarie, cioè quelle realtà che tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media, sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. (Leggi qui: Frosinone e Roma, lì dove gli stipendi sono più alti).
Il fattore lavoro irregolare

Le tipologie di queste aziende dispongono anche di una quota di personale con qualifiche professionali sul totale molto elevate come manager, dirigenti, quadri, tecnici. Hanno livelli di istruzione alti, a cui va corrisposto uno stipendio adeguato. Altrimenti se ne vanno da un’altra parte.
Infine, non va nemmeno scordato che il lavoro irregolare, molto diffuso nel Mezzogiorno, da sempre provoca un abbassamento dei salari contrattualizzati. I settori che tradizionalmente sono investiti da questa piaga sociale solo agricoltura, servizi alla persona, commercio.
La situazione a livello provinciale

Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge un dato. Che nel 2022 Milano è stata la realtà dove gli imprenditori pagano gli stipendi più elevati: 32.472 euro. Seguono Parma con 26.861 euro, Modena con 26.764 euro, Bologna con 26.610 euro e Reggio Emilia con 26.100 euro.
In tutte queste realtà emiliane, la forte concentrazione di settori ad alta produttività e ad elevato valore aggiunto ha “garantito” alle maestranze di questi territori buste paga molto pesanti. Come ad esempio la produzione di auto di lusso, la meccanica, l’automotive, la meccatronica, il biomedicale e l’agroalimentare.
I lavoratori dipendenti più “poveri”, invece, si trovano a Trapani. E percepiscono una retribuzione media lorda annua pari a 14.365 euro. Ma anche a Cosenza con 14.313 euro ed a Nuoro con 14.206 euro. I più “sfortunati”, infine, lavorano a Vibo Valentia dove in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 12.923 euro. La media italiana, infine, ammontava a 22.839 euro.
Le prime 5 Regioni italiane per retribuzioni medie
Si trovano tutte le nord Italia le prime 5 regioni con gli stipendi più alti. Come sempre è la Lombardia a primeggiare con una RAL (retribuzione annua lorda) di quasi 30 mila euro.
| Rank | Regione | Retr. Media Annua (€) | Retr. Media Giorni Retribuiti | Retr. Media Giornaliera (€) |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Lombardia | 28.354 | 257,6 | 110,05 |
| 2 | Trentino-Alto-Adige | 23.362 | 235,2 | 99,33 |
| 3 | Emilia-Romagna | 24.593 | 249,5 | 98,56 |
| 4 | Lazio | 23.175 | 238,1 | 97,33 |
| 5 | Piemonte | 24.549 | 255,1 | 96,23 |
LA SITUAZIONE NEL LAZIO
| **Rank | Provincia | Retribuzione Media Annua (€) | Retribuzione Media Giornaliera (€)** |
|---|---|---|---|
| 18 | Roma | 24.243 | 101,67 |
| 57 | Frosinone | 19.584 | 80,24 |
| 65 | Latina | 18.579 | 79,78 |
| 70 | Rieti | 17.690 | 76,97 |
| 77 | Viterbo | 17.234 | 73,44 |
La Ciociaria si colloca esattamente a metà classifica, delle 103 monitorate dal rapporto. In provincia di Frosinone ci sono i secondi salari più alti del Lazio, dietro l’inarrivabile provincia romana. Anche se è al di sotto della media nazionale di quasi 3.500 euro annui.
I posti di lavoro sono certamente pochi a Frosinone, ma quei pochi non sono pagati malissimo. Ovviamente secondo la CGIA. Chissà cosa ne pensano i lavoratori ed i sindacati.



