ZLS, Frosinone e Latina festeggiano: "Ora sviluppo, investimenti e lavoro". Biazzo, Beccidelli, Mattia, Coppotelli, Sacco: tutti i sì alla svolta
Un’ondata di soddisfazione bipartisan e trasversale ha accompagnato la notizia della firma del Governo sulla ZLS del Lazio, che include finalmente anche le province di Frosinone e Latina. Dal sindaco di Roccasecca alla Cisl, passando per Federlazio e Unindustria, è un coro di “era ora” con un filo conduttore comune: lo sviluppo del territorio parte dalla semplificazione, ma servirà un’accelerazione vera sulle infrastrutture. (Leggi qui: ZLS, Mantovano ha firmato: ora la ripresa del Lazio ha un decreto).
Gli industriali

Tecnico e deciso il presidente di Unindustria Lazio, Giuseppe Biazzo, che chiede subito il secondo tempo: “Bene l’approvazione, ma non basta. Serve un piano straordinario per le infrastrutture e l’aumento dei fondi per il credito d’imposta, oggi troppo bassi rispetto alla ZES. È tempo di semplificare sul serio, di istituire il Comitato di Indirizzo e di rendere operative le misure. Il Lazio non può più aspettare“.
A fare eco è Domenico Beccidelli, presidente di Federlazio Frosinone, che punta il dito sulle distorsioni del passato e guarda avanti: “Abbiamo lavorato per anni a questa prospettiva. La ZLS è una leva strategica, soprattutto per filiere come l’automotive. Ma se vogliamo superare il divario che penalizza il Lazio meridionale, servono visione, continuità e strumenti veri. Non basta la bandierina“.
Guarda oltre, il presidente di Federlazio. E chiede con convinzione di “spingere sull’acceleratore delle misure di semplificazione amministrativa, sfruttando pienamente le opportunità offerte e sviluppando strumenti propri delle Zone Speciali in grado di rafforzare la ZLS e superare le distorsioni territoriali che penalizzano il Lazio meridionale nella sua interezza”.
I politici

Sposta in avanti l’asticella l’onorevole Aldo Mattia (FdI) secondo il quale il varo della Zona Logistica Semplificata deve rappresentare un punto di partenza e non di arrivo per la provincia di Frosinone. Perché “da sola la ZLS non risolve la situazione di preoccupante squilibrio economico della Ciociaria con un calo di competitività per il mancato utilizzo delle agevolazioni della ZES (Zona Economica Speciale circa 10 miliardi di Euro in totale) di cui beneficiano le realtà produttive di altre regioni, a cominciare da quelle della vicina Campania”.
Mattia ricorda che il Lazio è circondato e sofferente per la pesante crisi del settore dell’automotive, l’aumento esponenziale delle ore di Cassa Integrazione, i redditi medi in discesa e inferiori alla media nazionale, la progressiva diminuzione del numero delle imprese e degli artigiani. “L’obiettivo primario resta quello dell’estensione della ZES al nostro territorio. Anche perché saranno 49 i comuni del Lazio a beneficiare della ZLS di cui 18 in provincia di Frosinone”.
Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca e dirigente provinciale di Forza Italia sottolinea il risultato come una vittoria dei territori: “Ora ci sono meno vincoli per chi vuole investire, più incentivi e meno burocrazia. Questo può davvero aiutare anche le aree in crisi, come quella della Saxa Grestone. La politica ha risposto alla nostra proposta lanciata un anno fa: la ZLS oggi è realtà“.
Il sindacato

Accanto a lui anche il sindacato. Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio, sottolinea il valore del metodo: “La ZLS è il frutto di un dialogo concreto con istituzioni e imprese. Ora, però, bisogna riempire questo contenitore di progetti veri, misurabili in termini di occupazione. Il credito d’imposta è utile, ma va accompagnato da piani chiari e condivisi con i territori. Siamo pronti a vigilare“.
C’è chi si rammarica per il mancato inserimento delle province del Lazio nei territori Zes. Ma Enrico Coppotelli preferisce guardare la metà piena del bicchiere: “È fondamentale essere riusciti ad avere un primo tassello non banale in un mosaico ben più ampio di rilancio della Regione Lazio.”
Ora si attende il decollo operativo del provvedimento, con l’attivazione del comitato tecnico e la definizione dei progetti prioritari. La ZLS è un’opportunità ma rischia di restare una cornice vuota senza contenuti e coordinamento. Come hanno detto nella sostanza tutti gli interventi, “il futuro va costruito e perfino anticipato”. E stavolta, almeno, le basi ci sono tutte.


