Poltrone d’estate: non c’è pace tra i gruppi in Provincia

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

«Per la costituzione del gruppo unico del Pd alla Provincia aspettiamo Antonio Cinelli». Germano Caperna, capogruppo dei Democratici per Pompeo, ha letto le dichiarazioni del capogruppo dei Democrat Antonio Cinelli. A giudizio del quale il punto è politico: l’estromissione di Forza Italia deve avvenire per l’incompatibilità degli “azzurri” con una coalizione di centrosinistra, non perché il senatore Francesco Scalia vuole mandare un messaggio politico al consigliere regionale Mario Abbruzzese per quello che è successo all’Asi e al Cosilam.

Dice Germano Caperna: «Teniamo sempre presente che in tutti e tre i casi parliamo di enti intermedi, di secondo livello: la Provincia, l’Asi e il Cosilam. Il presidente Antonio Pompeo non sembra deciso ad estromettere Forza Italia? O perlomeno tutta FI? Anche questo è normale: è stata effettuata una campagna elettorale e poi subentrano delle motivazioni di correttezza politica. Non vedo perché si debba gettare il bambino con l’acqua sporca. Però una cosa deve essere chiara: questa storia ha poco a che fare con la costituzione di un gruppo unico del Pd. Eravamo rimasti che Antonio Cinelli doveva inviarci un documento programmatico. Non è arrivato. Fra le altre cose mi era sembrato di aver colto un atteggiamento favorevole da parte dell’altro consigliere provinciale del Pd, Alessandro D’Ambrosio».

La traduzione dal politichese è chiara: per Germano Caperna è Antonio Cinelli ad aver frenato sulla costituzione di un gruppo unico del Partito Democratico alla Provincia. Nonostante il periodo post-ferragostano alla Provincia le fibrillazioni non mancano. Continuano ad essere tambureggianti le voci di un possibile Gruppo Misto che andrebbero a formare i consiglieri provinciali Gianluca Quadrini e Vittorio Di Carlo nel caso di una loro fuoriuscita da Forza Italia. Gianluca Quadrini, però, è impenetrabile: «Siamo stati eletti in Forza Italia e stiamo portando avanti la battaglia politica all’interno del partito. Confermo che non ci saranno strappi».

La situazione, però, è in evoluzione. Se da un lato il senatore Francesco Scalia gradirebbe un’estromissione del gruppo di Forza Italia (che, oltre a Quadrini e Di Carlo, comprende anche Danilo Magliocchetti), dall’altro Antonio Pompeo frena non poco. Entro il trenta settembre, comunque, dovrà essere approvato il bilancio di previsione e sarà quella l’occasione per capire gli equilibri all’interno della maggioranza.

Poi c’è la questione riguardante Il Nuovo Centrodestra, che ha rinsaldato il rapporto con l’area del Partito Democratico che fa riferimento al senatore Francesco Scalia. Il punto è quello della vicepresidenza, carica ricoperta da Andrea Amata. A Massimiliano Mignanelli, però, non dispiacerebbe una “staffetta” e ad ottobre scadrà il primo dei due anni di mandato per i consiglieri. L’intesa politica è stata sottoscritta dal coordinatore regionale Alfredo Pallone e l’indicazione, pure sulla vicepresidenza, toccherà a lui. Sullo sfondo però ci sono anche altri scenari. Il più importante dei quali riguarda le elezioni comunali di Sora, in programma il prossimo anno. L’asse tra il gruppo del Pd di Scalia e l’Ncd è nato proprio per blindare il sindaco di Sora Ernesto Tersigni.

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