Fusione Acea Ato2 e Acea Ato5, Pompeo manda le carte per dire no

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Il presidente dell’Ato 5 Antonio Pompeo ha inviato ad Acea la notifica della delibera con la quale l’assemblea dei sindaci ha espresso parere negativo alla proposta di fusione per incorporazione di Acea Ato 5 (Frosinone) in Acea Ato 2 (Roma). Occorrerà invece qualche altro giorno per la pubblicazione della delibera relativa alla diffida ad adempiere e messa in mora della società che gestisce il servizio idrico.

Votazione e motivi
Ieri l’atto è stato pubblicato sull’albo pretorio dell’Ambito Territoriale Ottimale. Nella delibera si legge che la conferenza dei primi cittadini, «con il voto unanime espresso da 75 sindaci e/o loro rappresentanti con voto palese, come di seguito riportato “non esprime e vota contro il benestare all’istanza di modifica del soggetto gestore relativa all’incorporazione di Acea Ato 5 spa in Acea Ato 2 spa”». Dunque, 75 presenti su 86, per un totale di 455.481 abitanti rappresentati, il 94,95%. Undici gli assenti: Arce, Atina, Ausonia, Campoli Appennino, Castelliri, Castelnuovo Parano, Colfelice, Fontechiari, San Biagio Saracinisco, Vallemaio, Campodimele. Nelle premesse del provvedimento «si dà atto che il sindaco di Casalattico si è allontanato dall’aula senza partecipare alle votazioni, mentre il sindaco di Arce è risultato presente dalle ore 17.50». Il voto è avvenuto alle 19.20. In ogni caso l’atto è stato trasmesso ad Acea. La società mantiene un profilo basso, ma sta valutando la possibilità sia di un ricorso al Tar che di una richiesta di risarcimento per danni di immagine.

Il parere legale
Alla delibera è stato allegato il parere legale dell’avvocato Riccardo Farnetani. Il quale scrive fra le altre cose: «Per quanto sia ragionevole supporre che la società che risulterà dalla fusione possiederà i requisiti tecnici e di solidità finanziaria richiesti dal bando di gara (articoli 4 e 5), è innegabile che la mancata trasmissione del progetto di fusione, e le limitate manifestazioni di volontà contenute nelle note della società, non consentono a codesta Autorità di avere certezza della sussistenza di tutti i presupposti per il benestare richiesto». Poi aggiunge: «Resta ferma ovviamente la possibilità per la società di fare una nuova istanza opportunamente documentata, allegando il progetto di fusione contenente tutti gli impegni ed obblighi previsti dalla lex specialis della gara».

La posizione di Caringi
Angelo Caringi, vicesindaco di Isola del Liri, ha partecipato all’assemblea. In una nota scrive: « In relazione alla delibera della modificazione dell’ente gestore, abbiamo abbandonato i lavori dell’assemblea in quanto non riteniamo di competenza della conferenza dei sindaci esprimere tale parere». Dunque, sembrerebbe che il Comune di Isola del Liri non abbia partecipato al voto, anche se nella delibera risulta presente. Probabilmente, nella concitazione di quei momenti non è stata data comunicazione del fatto che si lasciava l’aula. In ogni caso Caringi rileva: «Riteniamo che, stante le ultime disposizioni di legge che incoraggiano e favoriscono l’aggregazione dei gestori di servizi idrici di ambiti diversi al fine di ridurne il numero e di potenziarne la struttura economica e finanziaria, andava espresso un nulla osta all’operazione, fermo restando il rispetto degli obblighi previsti dall’articolo 29 della Convenzione»

 

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