Abuso d’ufficio, Marzi nominato dalla Asl contro Vicano

L’avvocato Domenico Marzi (consulente dell’assessore regionale ai Rifiuti Mauro Buschini), è stato nominato dal commissario Asl di Frosinone Luigi Macchitella (nominato in accordo con Mauro Buschini) avvocato della Asl di Frosinone nel procedimento contro l’ex direttore Mauro Vicano (eletto alla presidenza della Saf dalla componente Buschini – De Angelis). Lo si apprende leggendo il numero de Il Messaggero oggi in edicola.

 

 

PIERFEDERICO PERNARELLA per IL MESSAGGERO ED FROSINONE
La procura di Frosinone ha chiesto il rinvio a giudizio di Mauro Vicano e Luca Di Maio. Nei loro confronti l’accusa è quella di abuso d’ufficio per le indennità che si sono riconosciute reciprocamente quando il primo ricopriva il ruolo di direttore generale facente funzioni della Asl e l’altro quello di direttore amministrativo. Vicano si dice sereno: «Sono tranquillo, chiariremo tutto». Intanto la Asl ha affidato all’avvocato Domenico Marzi l’incarico per la richiesta di costituzione di parte civile.
Il sostituto procuratore di Frosinone Rita Caracuzzo ha chiesto il rinvio a giudizio ipotizzando il reato di abuso d’ufficio.

 

LA DELIBERA
E in vista dell’udienza preliminare che dovrebbe essere fissata a breve, la dirigenza sanitaria, con una delibera di ieri a firma del commissario Luigi Macchitella, ha affidato l’incarico all’avvocato Domenico Marzi per la richiesta di costituzione di parte civile. Un’iniziativa di prassi nel momento in cui vengono avviati procedimenti penali a carico di amministratori pubblici. L’azienda sanitaria difatti, in base alle contestazioni della procura, si ritiene parte offesa nel procedimento penale che potrebbe, a seconda della decisione del giudice dell’udienza preliminare, sfociare in un processo. All’avvocato Marzi intanto è stato liquidato un acconto della parcella pari a 1.250 euro.

 

LE ACCUSE
L’inchiesta è stata avviata nel 2014. Gli accertamenti sono stati condotti dalla Guardia di Finanza. Sul registro degli indagati sono finiti Mauro Vicano, che è stato direttore generale facenti funzioni dal 2010 agli inizi del 2014, e Luca Di Maio, direttore amministrativo dal dicembre 2011 all’aprile del 2014. Secondo le accuse, si legge nel provvedimento della Asl, Vicano e Di Maio, «nelle funzioni di direttori di questa azienda sanitaria procuravano a sé medesimi un ingiusto vantaggio patrimoniale, adottando delibere con cui si disponeva di integrare reciprocamente il proprio trattamento stipendiale per il raggiungimento di obiettivi relativi agli anni 2011, 2012 e 2013».

La Procura contesta la regolarità di alcuni atti: la nomina di due primari (uno dei quali lo era stato in passato e un altro che lo era di fatto), la concessione in comodato d’uso di un locale dell’ospedale di Sora alla farmacia comunale. Poi, appunto, la questione delle indennità di risultato a Vicano e Di Maio per un ammontare complessivo di circa 40.000 euro. Le integrazioni al trattamento stipendiale di Vicano sono state riconosciute con un provvedimento dell’allora direttore amministrativo Di Maio quando l’ex manager facente funzioni si trovava in ferie. E Vicano, da dg facente funzioni, le ha riconosciute a Di Maio. Una tempistica che Fiamme Gialle e Procura hanno ritenuto sospetta e che avrebbe portato all’adozione di provvedimenti ritenuti non regolari.

Ma a parte l’iter, la Guardia di finanza ha contestato anche il merito, ossia il raggiungimento degli obiettivi. Tale situazione si era venuta a creare a seguito della morte dell’ex direttore generale Carlo Mirabella, circostanza che avrebbe determinato un vuoto di competenze nel riconoscere quanto sarebbe spettato a Vicano che, nelle vesti di direttore generale facenti funzioni, non poteva firmare provvedimenti a suo favore. Si sarebbe dovuto quindi aspettare la nomina di un nuovo manager.

 

«SONO SERENO»
Vicano, che oggi ricopre il ruolo di presidente della Saf (la società che gestisce l’impianto di trattamento rifiuti di Colfelice), non vuole entrare nel merito delle accuse, ma si dice sereno: «Sono tranquillo. Saremo in grado di chiarire tutto e dimostrare la regolarità dei provvedimenti adottati».

 

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