Acea scuce 1,4 milioni ai Comuni: è la rata delle opere che ha acquisito

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CESIDIO VANO per LA PROVINCIA QUOTIDIANO
Quasi un milione e quattrocentomila euro in arrivo ai Comuni dell’Ato5 di Frosinone. Si tratta dell’ennesima rata per pagare i mutui contratti in passato e relativi alle reti idriche, fognarie o alle strutture per la depurazione poi cedute all’Acea Ato5 Spa con l’avvento della gestione unica del servizio idrico integrato.

Quasi un milione e mezzo ai Comuni
Il presidente dell’Ambito territoriale Antonio Pompeo, infatti, ha provveduto a ripartire la somma di 1.398.207,28 euro che si è resa disponibile dopo il pagamento, lo scorso mese di aprile, dell’ennesimo acconto da parte del gestore Acea per i cosiddetti canoni concessori. La somma andrà a coprire quanto dovuto ai Comuni per il secondo semestre 2011, dopo che nei mesi passati, si è riuscito a regolarizzare l’arretrato dal 2008 al primo semestre 2011.

Canoni concessori pagati grazie al maxiconguaglio
Acea Ato5, infatti, ha ripreso a pagare il canone concessorio dal 2014, dopo che con il provvedimento commissariale del Tar del Lazio è stato riconosciuto il danno di oltre 75 milioni di euro che il soggetto gestore aveva ricevuto dal 2006 al 2011 con la mancata determinazione di una tariffa idrica definitiva da parte dei sindaci dell’Ato5. Il versamento dei canoni era stato interrotto dopo la delibera con cui nel 2009 l’Ambito territoriale aveva revocato l’adeguamento tariffario deciso con la transazione del 2007: senza tariffe definitive non c’era quota di canone da incassare con le bollette e quindi non c’era nulla da riversare ai comuni. Con il maxi conguaglio messo a carico dei cittadini, il flusso di denaro tra Acea, Ato e Comuni è potuto riprendere.

Dal 2014 versati 10 milioni a sindaci e Sto
Dal 2014 ad oggi, infatti, l’Acea Ato5 ha versato poco meno di 10 milioni di euro che per 7,2 milioni sono serviti a saldare i ratei di mutuo dei Comuni. La parte restante è servita, per quasi 600.000 euro, a saldare i decreti ingiuntivi che due Municipi (Castelliri e San Donato) hanno fatto verso l’Ato5 al fine di vedersi pagati gli oneri concessori arretrati e per la somma rimanente al funzionamento della Segreteria tecnico operativa dello stesso Ato ed al pagamento dei numerosi e costosi incarichi e consulenze tecnico-legali.

La polizza fideiussoria incassata da Iannarilli
Va inoltre ricordato che nel 2011, l’allora presidente dell’Ato5 Antonello Iannarilli, contestando ad Acea proprio il mancato versamento degli oneri concessori, aveva proceduto ad incassare la polizza fideiussoria da 2,8 milioni di euro che la società aveva depositato all’atto dell’affidamento della gara. Anche quei soldi furono versati nel 2012 ai Comuni per saldare parte dei loro mutui.

La garanzia che non c’è e la Fusione societaria
La garanzia fideiussoria non è stata da allora più ricostituita: prima perché si temeva che l’Ato potesse nuovamente incamerarla; poi perché Acea Ato5 ha trovato difficoltà ad ottenere da finanziarie o banche l’emissione della polizia. Ha proposto di recente all’Ato una ‘soluzione alternativa’ proveniente da altri soggetti garanti. Non se ne è fatto per il momento nulla, anche se l’Ato5 ha assegnato – ancora una volta – una consulenza esterna per far valutare la proposta di Acea in merito alla polizza fideiussoria. Consulenza eseguita e pagata, ma senza per questo aver sbloccato in bel niente. La soluzione, probabilmente, arriverà invece con la fusione tra Acea Ato2 e Acea Ato5. La solidità del gestore romano, che opererebbe a quel punto anche in Ciociaria, sarebbe presupposto più che sufficiente per banche e istituti assicurativi al rilascio della necessaria polizza di fideiussione prevista obbligatoriamente dal contratto di gestione ma ormai non più esistente da anni.

 

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