Il braccio di ferro tra Pd – Psi, sempre più distinti e distanti

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CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

La sensazione è che il filo del dialogo si sia rotto e che non sarà affatto semplice provare a riannodarlo. L’annuncio del Partito Socialista di presentarsi con un proprio candidato sindaco a Frosinone è stata ponderata per mesi.

Non si è trattato di un fulmine a ciel sereno e questo non è un particolare di poco conto. Fra l’altro Gianfranco Schietroma, coordinatore della segreteria nazionale del Psi, è sempre molto cauto e quindi appare chiaro che una posizione del genere è indicativa.

Il segretario provinciale del Partito Democratico Simone Costanzo più volte ha fatto riferimento all’orizzonte nazionale della politica delle alleanze. Con riferimento quindi sia ad Area Popolare-Ncd che al Psi. Ma il segretario provinciale dei Socialisti Danilo Iafrate ribatte così: «Se l’orizzonte delle alleanze, secondo Costanzo, resta quello del Governo nazionale, perché il Pd all’Amministrazione Provinciale continua a governare con Forza Italia?». Iafrate aveva detto: «All’Amministrazione Provinciale c’è un presidente del Pd, il quale governa tranquillamente sostenuto, ololtre che dal suo partito, da Forza Italia e dal Nuovo Centrodestra, con il Psi all’opposizione». Poi, con riferimento alla situazione di Ceccano (Comune nel quale si è votato esattamente un anno fa), Danilo Iafrate rileva: «Lo sanno tutti (anche Costanzo) che a Ceccano una parte importante del Pd (per la verità, non quella che fa riferimento al segretario provinciale) ha incoraggiato un altro candidato, sconfitto alle primarie, a candidarsi ugualmente e, quindi, non ha sostenuto il candidato sindaco socialista, vincitore delle primarie».

Simone Costanzo aveva detto: «Per quanto riguarda la situazione di Ceccano, io so una cosa: il Pd ha sostenuto il candidato sindaco socialista. Altre situazioni non erano ascrivibili al Pd».

Ad ogni modo sono i dettagli a fare la differenza. E i dettagli politici sono due: la Provincia e il Comune di Frosinone. Dove l’alleanza tra Ds, Margherita e Socialisti ha determinato le vittorie di Loreto Gentile e Francesco Scalia (due volte), di Domenico Marzi (due volte) e di Michele Marini. È quello schema lì ad essere entrato in crisi, sin da quando alla presidenza della Provincia si candidò proprio Gianfranco Schietroma, sconfitto da Antonello Iannarilli. Schema saltato successivamente anche al Comune di Frosinone, quando nel 2012 si arrivò alla doppia candidatura a sindaco: Michele Marini e Domenico Marzi. Il Psi scelse quest’ultimo, appoggiato però anche da una parte significativa dei Democrat. Quelle dinamiche politiche non sono mai state chiarite.

Non è un caso che Danilo Iafrate nel proprio intervento abbia argomentato: «Nonostante i ripetuti appelli al dialogo costruttivo, avanzati dalla sezione Psi di Frosinone, sono passati inutilmente ben quattro anni e siamo ormai alla vigilia di nuove elezioni comunali con un centrosinistra diviso e con una politica che ormai si fa nei bar e nei ristoranti, ben lontano dalle sedi ufficiali». Al Comune di Frosinone i Socialisti concorreranno con un proprio candidato sindaco.

Alla Provincia la richiesta politica al Pd e al presidente Antonio Pompeo è fin troppo esplicita: Forza Italia venga estromessa dalla maggioranza. Ma finora nulla è accaduto.

 

Il retroscena
La grande fuga dalle primarie
e smarcamento non solo tattico

Al Comune di Frosinone i Socialisti si sono smarcati con un anticipo di un anno. Anche e soprattutto dall’ipotesi delle primarie per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Meglio, del Partito Democratico.

I nomi non mancano: il segretario cittadino Norberto Venturi, i consiglieri comunali Angelo Pizzutelli, Andrea Turriziani, Stefania Martini. Ma l’elenco è lungo. Fra l’altro, il fatto che l’ex sindaco Michele Marini abbia ribadito il sostanziale veto ad un’alleanza con il Psi ha indotto Schietroma ad accelerare e rompere gli indugi.

I Socialisti si presenteranno con un proprio candidato sindaco, con l’obiettivo di confermare una percentuale importante nel capoluogo, da sempre roccaforte.

Eppure un’ipotesi di soluzione potrebbe esserci, ma passa per la candidatura a sindaco di Fabrizio Cristofari, presidente dell’ordine provinciale dei medici. Cristofari, iscritto al Pd, ha dichiarato la sua volontà di partecipare a primarie aperte per la scelta del candidato sindaco della coalizione e non solo. Ma i silenzi e il “fuoco amico” di alcuni settori dei Democrat non sono mancati.

Alle elezioni comunali di Frosinone mancano dodici mesi, un’eternità sul piano politico. Ma intanto Schietroma un paletto l’ha fissato. Dopo i ballottaggi la situazione sarà ancora più chiara.

 

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