La sfida di Coppotelli: «La Cisl del futuro deve essere partner del cambiamento»

L’allestimento è da convention americana. La citazione all’inizio dell’intervento è tratta dai discorsi del presidente Roosevelt: “L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”. E’ già un segnale chiaro: non ha attinto dal ‘Non abbiate paura…’ di Giovanni Paolo II e gli ha preferito l’uomo che cambiò le sorti della II Guerra Mondiale. Enrico Coppotelli, segretario generale provinciale della Cisl di Frosinone sa che anche lui dovrà condurre la sua sigla verso una rivoluzione epocale. Nè ruvida, né felpata: ma globale.

Lo dice nel corso dell’intervento con il quale apre i lavori del 15° congresso provinciale della Cisl. Il primo dopo quello che un anno fa lo elesse segretario al posto dell’inossidabile Pietro Maceroni.

I NODI – I ragazzi non perdono tempo con i fronzoli. Coppotelli sbatte subito sul tavolo i temi: va al cuore mentre la gente si sta ancora sistemando sulla sedia. «Siamo chiamati a decidere il ruolo del sindacato per il futuro. In particolare come governare, attraverso la contrattazione, la straordinaria innovazione creativa delle figure professionali. Se è giunto il momento di svolgere e digitalizzare in rete parte della tutela sindacale. Con quale linguaggio parlare ai lavoratori nell’era della Innovation Comunication. Su quale modello sociale scommettere e quale sviluppo realizzare».

La risposta la costruisce con calma. Partendo dalle esperienze mondiali «Delineando i cambiamenti a cui dovremmo sottoporci, per avere una Cisl che sia all’altezza delle sfide».

LO SCENARIO – Cambia il Mondo, cambia la società. Coppotelli parte dall’analisi dallo scenario planetario. Sottolinea come tutto sia mutato in poco tempo. E molto sia ancora da capire. Ma un dato è chiaro: «Nei Paesi avanzati, i ceti operai si sono assottigliati, impoveriti. La classe media sta conoscendo la paura del futuro e la perdita del benessere». Tutto questo sta portando ai populismi, ai muri, al protezionismo.

Gli schemi ormai sono saltati, al punto che «Negli Stati Uniti ha vinto un uomo che aveva contro tutti: Scandali, fallimenti, inesperienza. È apparso un pifferaio capace di chiamare a raccolta gli uomini e le donne dimenticati d’America».

Ha vinto la rabbia dei dimenticati. È l’avviso di una “tempesta”. «Cambieranno i rapporti di forza tra le sfere di influenza tra Stati Uniti, Russia e Cina ed il rischio serio è che l’Europa resti schiacciata tra queste 3 grandi potenze».

Non ha paura di mettere il dito nella piaga, il segretario Coppotelli. Non teme di dire cose impopolari. Ha il coraggio di prendere una posizione. E dice con chiarezza che sbaglia chi se la prende con i migranti. «Cacciati, secondo gli xenofobi, tutti i nostri problemi saranno risolti. E’ come se il nostro benessere fosse proporzionato alla nostra capacità di respingere gli altri».

Cita la filosofia della ‘retropia’. Maneggia con disinvoltura i concetti di Bauman: “le statistiche ingannano, dietro la crescita dell’economia fotografata dai numeri si accumula malessere”.

LA RIVOLUZIONE Cambia la persona cambia il lavoro. Coppotelli mette il dito nella piaga. Sta per cominciare la quarta rivoluzione industriale. Dopo la pietra, il vapore, l’elettronica adesso arriva il 4.0: le macchine sostituiranno l’uomo, entro il 2020 perderemo 7 milioni di posti ma ne nasceranno altri 2. Bisognerà pianificare, innovare, convertire se non vogliamo fare in modo che vadano da un’altra parte. A Cassino in Fca il 4.0 ha già iniziato a prendere i suoi spazi.

Coppotelli ricorda che «Siamo di fronte ad una grande, straordinaria innovazione del lavoro e dei sistemi produttivi (…) che deve modificare il nostro modo di affrontare i problemi».

Ma in concreto cosa dovrà fare il sindacato del 4.0? «Si apre un orizzonte di sviluppo che ci deve coinvolgere attraverso la partecipazione, nella progettazione, nella gestione dell’innovazione attraverso la contrattazione di II livello. Noi come CISL, con le RSU, abbiamo l’opportunità di intervenire nella distribuzione dei guadagni derivanti dagli aumenti di produttività. Abbiamo la possibilità di negoziare innovativi livelli di organizzazione del lavoro che coinvolgeranno i Lavoratori».

In futuro il lavoro in team, il lavoro orizzontale e la relativa riduzione dei costi aziendali che ne deriveranno, dovranno essere redistribuiti come premi di risultato. In altre parole: io lavoratore faccio risparmiare a te fabbrica. E tu fabbrica mi giri una parte di quel risparmio, sotto forma di premio.

Di quanto parliamo? «Parliamo della possibilità di diminuire i costi industriali dal 2 al 9% annuo. I luoghi di lavoro diventeranno reti di ruolo».

C’è poi da tenere conto della potenza assunta dall’e-commerce. Coppotelli la definisce una «potenza devastante, dove Ali Baba la piattaforma Cinese simile ad E-Bay, ha venduto 350 Alfa Romeo Giulia, prodotte qui a Cassino, in 33 secondi e senza utilizzare alcuna rete di vendita convenzionale».

Se vogliamo uscire dall’oggi e proiettarci nel domani «il Sindacato deve diventare “partner” dell’impresa. Un Sindacato moderno che accetta in modo pieno e costruttivo i cambiamenti introdotti dalla globalizzazione e che guarda con attenzione ai cittadini consumatori».

I TEMI LOCALI – Il segretario a questo punto analizza i temi nazionali. Sviluppa le proposte messe a punto attraverso i vari workshop. E poi passa alla provincia di Frosinone.

In maniera molto sottile ricorda che nel periodo della crisi che ha investito dal 2008 questa Provincia «è stato indispensabile esercitare la responsabilità». Un modo delicato per ricordare la frattura del fronte sindacale per fare gli accordi grazie ai quali oggi Fiat è Fca ed a Cassino si producono Giulia e Stelvio.

Pone l’accento sulla riorganizzazione. E’ un fiume di cifre che dimostrano come il sindacato sia cresciuto per numero di iscritti, efficienza dei servizi, rapidità.

Ma non ci sono solo luci.  «Abbiamo sottoscritto accordi importantissimi per i lavoratori e per i pensionati, non nascondiamocelo, ce lo dobbiamo dire, in alcuni casi la comunicazione non è andata oltre la scrivania di alcuni Dirigenti Sindacali. Questo non può e non deve più accadere».

I riconoscimenti di Area di Crisi Industriale complessa del Sistema Locale Lavoro Frosinone e Anagni, attraverso la ex VDC e l’Area di Crisi Industriale non complessa di Sora e Cassino, «sono delle opportunità, ma ovviamente vanno governate ed agite concretamente. Perché la crisi ha implacabilmente minato le basi del mondo del lavoro, 87 esimo posto su 107 Provincie Italiane per qualità della vita, Tasso di disoccupazione al 18%, 121.000 iscritti ai Centri per L’impiego, di cui il 54% sono donne.

La disoccupazione giovanile in età compresa tra i 25 e 34 anni è pari al 25,1%, mentre quella dei giovani neet 15 – 24 è pari al 42% ben 32.000 unità».

Frosinone per le ore di ore di Cassa Integrazione è tra le prime 10 provincie in Italia.

«Vogliamo operare collegialmente per migliorare le condizioni di coloro che rappresentiamo. E per vedere che l’entusiasmo che c’è oggi nel Cassinate intorno allo Stabilimento FCA Automobiles, con 700 assunzioni di giovani diplomati under 30, riducendo la disoccupazione giovanile già del 5.4% diventi virale. I neo assunti in FCA diventeranno 1.800 entro il prossimo anno, senza contare gli attuali 2100 nell’indotto che potrebbero diventare 5.400 portando il tasso di disoccupazione giovanile a ridursi addirittura del 23%».

GLI ACCORDI – C’è poi il tema degli accordi sottoscritti in regione. Ad esempio «L’Accordo sull’abolizione dei Ticket Regionali con riduzioni di € 15 per risonanza e TAC, 4 euro per la specialistica ambulatoriale ecc». Ma anche l’accordo Regionale sugli appalti «che rappresenta una novità significativa per la sua concretezza e per la collegialità che lo contraddistinguono, oltre che per gli impegni assunti da parte di tutti gli attori coinvolti».

E poi «l’Accordo sugli Ammortizzatori Sociali che ha sancito tutti gli strumenti volti a sostenere i Lavoratori interessati soprattutto dal riconoscimento di Area di Crisi Industriale ComplessaIl Protocollo sottoscritto con l’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, sul Piano Sociale Regionale, contro la povertà e le disuguaglianze»
Generalmente una relazione congressuale prevede una conclusione. Coppotelli rivoluziona pure quella: «Noi, adesso non concludiamo ma continuiamo. Buon futuro».

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