Costanzo apre la porta al Psi, ma non troppo

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LAURA COLLINOLI per LA PROVINCIA QUOTIDIANO

Querelle tutta interna al centrosinistra, il Pd apre ma non troppo. «L’orizzonte dell’alleanza è quello dei governi Renzi e Zingaretti, entrambi positivi per l’Italia. Su questo bisognerà lavorare per un’alleanza anche per le prossime elezioni comunali di Frosinone ». Simone Costanzo, segretario provinciale del Partito Democratico, interviene nuovamente nel dibattito politico apertosi nei giorni scorsi con il documento del circolo frusinate del Psi. Un atto con cui i socialisti si ‘svincolavano’ dal Pd annunciando la loro partecipazione alle prossime elezioni comunali con un proprio candidato.

Una situazione che il segretario del circolo di Frosinone del Pd, Norberto Venturi, ha cercato di ricucire facendo appello alle forze di centrosinistra anche se per ora, a dire il vero, non è stato affatto raccolto. Ci prova ora Costanzo, anche se il segretario non si sposta da certi paletti imposti da alleanze nazionali e locali e nonostante proprio in questa stessa tornata elettorale il partito che rappresenta abbia dimostrato parecchi limiti.

«I singoli casi che ci sono stati e ci sono – ha sottolineato il segretario – vanno circoscritti alle realtà locali con criticità molto forti e spesso ingestibili». E qui si spiega (forse) il ‘pastrocchio’ appena consumato a Cassino, con la sfida tutta interna al Pd tra Petrarcone e Mosillo, sostenuti da due aree differenti del Partito Democratico ora più o meno riunitesi per il ballottaggio che vedrà Petrarcone verdersela con il candidato di centrodestra D’Alessandro.

Certo con i socialisti sarà dura ricucire e da entrambe le parti si è andati giù pesante in questi giorni. Il segretario provinciale del Psi, Danilo Iafrate, ha rimproverato il caso di Ceccano dello scorso anno e un’unità solo di facciata del partito di Renzi. Dall’altra, tra gli interventi, quello del senatore Francesco Scalia, che ha a sua volta rinfacciato le elezioni di Frosinone di quattro anni fa e fatto notare come a Sora il Psi sostenga lo stesso candidato di Forza Italia, ovvero Roberto De Donatis. Insomma, da una parte Psi e Forza Italia con De Donatis e dall’altra Pd e Nuovo Centrodetra con Tersigni. Con questi ultimi partiti insieme – anche con i socialisti – nel Governo nazionale. Se qualcuno ibernato per vent’anni riemergesse oggi nella politica italiana si troverebbe con serie difficoltà di comprensione.

Tornando alle prossime elezioni comunali di Frosinone, Simone Costanzo è chiarissimo. «C’è la massima volontà di riprodurre questa alleanza riconoscendo la giusta importanza ai socialisti. Credo che si possa e si debba trovare la quadra realizzando un progetto importante per la città capoluogo dopo il disastro della giunta Ottaviani».

Ora bisognerà vedere cosa intenda il segretario provinciale del Pd quando parla di riconoscere la giusta importanza ai socialisti, ma è evidente che l’altra questione richiamata dal Psi – e relativa ai tempi – sia da valutare. «Io dico solo ‘tempo al tempo’. – ha aggiunto Costanzo – Domenica si vota per i ballottaggi e a ottobre abbiamo il referendum costituzionale. Lo scadenzario politico è dettato per ora da questi due appuntamenti. Per il momento non sappiamo nemmeno se in autunno si andrà alle elezioni provinciali, con le Province che dovrebbero diventare enti di area vasta… ».

La cosa certa, stando anche alla conferma di Costanzo, è che si faranno le primarie. «E’ di sicuro uno strumento buono e a Ceprano, ad esempio, ha dato ottimi risultati. In altri comuni sono venute fuori delle criticità, come è stato per Ceccano lo scorso anno, ma io credo molto nelle primarie aperte arrivandoci come sintesi di coalizione. L’unica preoccupazione potrebbe essere quella di eventuali infiltrazioni».

E sempre rimanendo in tema Costanzo tiene a preci sare come «il vincitore delle primarie sarà il candidato di coalizione». Si parte da qui, sempre se ci sarà una coalizione di centrosinistra. Con il Psi è tutto da ricucire e con le altre forze appare per il momento improbabile un punto di incontro. «A Cagliari abbiamo eletto il sindaco Zedda insieme a Sel. Noi siamo pronti ad un confronto, ma sempre se troveremo punti di accordo e non ci saranno delle preclusioni verso il Partito Democratico».

L’amo è stato lanciato, con delle puntualizzazioni inevitabili da parte del segretario del Pd ma in una situazione che per il momento resta ingarbugliata. Poi da qui alla prossima primavera il quadro può cambiare in maniera radicale e dipenderà da tante viariabili. Dal risultato dei prossimi ballottaggi, dagli esiti del referendum costituzionale, dagli equilibri in Provincia e in tutti quei Comuni che andranno al voto con il capoluogo ma anche negli anni successivi. In primis Ceccano, una delle città più popolose della provincia e dove i socialisti hanno una forte rappresentanza. Le questioni aperte restano tantissime e ognuno, per il momento, parte dalle sue ragioni.

 

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