D’Ambrosio riconsegna le deleghe: Provincia, una polveriera

[dfads params=’groups=105&limit=1&orderby=random&return_javascript=1′]

 

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Il consigliere provinciale Alessandro D’Ambrosio (Pd) ha ufficialmente rimesso le deleghe agli affari legali e contenzioso. Una novità annunciata all’indomani della sconfitta di Giuseppe Golini Petrarcone al ballottaggio di Cassino. A dimostrazione di come resti aperto e acceso il dibattito nel Partito Democratico.

La posizione di D’Ambrosio Nei giorni scorsi l’esponente dei Democrat ha protocollato l’atto con il quale rinuncia alle deleghe che il presidente Antonio Pompeo gli aveva attribuito. Spiega Alessandro D’Ambrosio: «Le ragioni? Ho messo nero su bianco che non condivido più l’azione politica ed amministrativa di questa presidenza. Fra le altre cose le deleghe agli affari legali e al contenzioso le ho sempre avute soltanto sulla carta, perché in realtà non ho mai avuto la possibilità di esercitarle davvero. Se adesso sono all’opposizione? Francamente in un ente come la Provincia non ha molto senso parlare di minoranza o di opposizione. Semplicemente non condivido da tempo la linea adottata in materia di lavori pubblici, di edilizia scolastica, di ambiente, di Agenzia di Formazione. A mio giudizio è tutto fermo. Se poi in consiglio arriveranno delibere e proposte che condivido, allora non avrò problemi a votarle. Ma il punto è che ho preferito rimettere le de deleghe dal momento che non mi sentivo in sintonia politica ed amministrativa».

La fase post-elettorale
È chiaro comunque che l’esito dei ballottaggi, soprattutto di quello di Cassino, sta pesando nelle dinamiche e nella analisi politiche. Il fatto che a Cassino il Partito Democratico non sia riuscito ad arrivare ad una sintesi né al primo turno né al ballottaggio ha influito in alcune scelte. D’altronde l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e il consigliere regionale Marino Fardelli lo hanno detto chiaramente. E su quelle posizioni è anche Alessandro D’Ambrosio. Non va dimenticato che tra i temi della polemica c’è pure il ruolo del consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli, del Nuovo Centrodestra. Mignanelli ha sostenuto Francesco Mosillo e la parte dei Democrat schierata con Petrarcone avrebbe voluto una presa di posizione di Antonio Pompeo. Prevedendo perfino un ritiro della delega a Mignanelli. Dal canto suo Pompeo e diversi leader del Pd hanno invitato a non sovrapporre piano e livelli diversi. Ricordando come alla Provincia sia stato siglato un patto di governo con il Nuovo Centrodestra e anche con Forza Italia. Le polemiche però non si spengono. A distanza di un mese.

I nuovi assetti
A questo punto comunque la maggioranza che sostiene Pompeo scende da undici a dieci esponenti. All’opposizione resta Gianni Bernardini, del Partito Socialista Italiano. Alessandro D’Ambrosio ha spiegato la sua posizione direttamente. Intanto alla prossima seduta consiliare si dovrà procedere anche ad ufficializzare una “staffetta”. Andrea Velardocchia (Pd) non è più consigliere comunale di Cassino e quindi dovrà lasciare il suo scranno all’ente di piazza Gramsci. Subentrerà Maurizio Bondatti, primo dei non eletti della lista Democratici per Pompeo, poi confluita nel gruppo dei Democrat.

Aspettando il bilancio
Entro fine luglio dovrà essere approvato il bilancio della Provincia. I passaggi sono tre: adozione da parte del Consiglio, che poi sottoporrà il documento contabile all’attenzione dei sindaci, chiamati ad esprimere un parere non vincolante. Quindi approvazione definitiva da parte del consiglio provinciale. Qualora il termine di luglio non dovesse essere rispettato, allora sarebbe il Prefetto ad intervenire indicando una data. Nella sostanza potrebbero esserci altri dieci o quindici giorni a disposizione. In ogni caso è evidente che il voto sul bilancio rappresenterà pure un termometro politico significativo.

 

PUOI COMPRARE DA QUI UNA COPIA DI CIOCIARIA OGGI AD 1 Ä

Ciociaria Oggi

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright