De Angelis e Buschini varano il… Partito del boh!

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
Non prendono posizione da tempo. Su nessuno dei temi caldi del dibattito politico che sta “infiammando” il Partito Democratico. Non sulla candidatura a sindaco di Frosinone, non sull’alleanza con Forza Italia alla Provincia, non sulla questione del servizio idrico. Il silenzio di Francesco De Angelis (leader dell’area maggioritaria dei Dem e presidente del Consorzio Asi) e dell’assessore regionale Mauro Buschini sta diventando assordante.

Il nodo di Frosinone
Dovevano celebrarsi le primarie, poi è successo di tutto. L’ex sindaco Michele Marini è salito sulle barricate, dicendo chiaramente che non avrebbe sostenuto Cristofari per la spaccatura di quattro anni fa. Il presidente del circolo cittadino Norberto Venturi ha ritirato la sua candidatura dopo settimane di fibrillazioni e tensioni. Confidava nell’endorsement di De Angelis e Buschini, che non è arrivato. Neppure è stata tentata una mediazione per cercare di “recuperare” Michele Marini. E quando è apparso evidente che Fabrizio Cristofari, presidente dell’ordine provinciale dei medici, sarebbe arrivato fino in fondo, non c’è stata alcuna presa di posizione ufficiale da parte di De Angelis e Buschini. Mentre l’area di Francesco Scalia si è immediatamente espressa per la designazione di Cristofari. Il risultato è stato che Michele Marini e Norberto Venturi hanno sostanzialmente sbattuto la porta. Francesco De Angelis e Mauro Buschini sono i referenti dell’area che ha la maggioranza all’interno del partito. Molti si aspettavano una presa di posizione, in un senso o nell’altro. Che non è arrivata però. E non sarebbe stata assolutamente letta come un’ingerenza rispetto al livello locale, considerata l’autorevolezza dei protagonisti.

Spaccature e referendum
La “polveriera” Democrat è accesa da tempo e l’esito delle elezioni di Cassino ha ulteriormente allargato i solchi dell’incomunicabilità. Pure in quel caso ci fu una spaccatura, con due candidature a sindaco. De Angelis e Buschini hanno sostenuto Francesco Mosillo. Ma perché non dirlo esplicitamente? Anche sul versante del referendum del 4 dicembre, decisivo per i Democrat, si attendono iniziative e prese di posizione forti da parte dei leader dell’area maggioritaria del partito.

Le questioni della Provincia
Il presidente Antonio Pompeo è sulla graticola da settimane, con una parte del gruppo consiliare e del partito che chiede a gran voce la rottura dell’alleanza con Forza Italia. L’onorevole Nazzareno Pilozzi e il presidente provinciale Domenico Alfieri lo hanno detto chiaramente. Francesco De Angelis e Mauro Buschini non sono intervenuti ufficialmente. E in una fase del genere occorrerebbero affermazioni nette. Invece, nel panorama dei retroscena dominano i “si dice”. Che non possono bastare, soprattutto in questa fase. Altrettanto importante è la questione del servizio idrico: gli effetti politici non sfuggono a nessuno, così come le lacerazioni del Pd che sono prepotentemente emerse nel corso delle ultime tre sedute dell’assemblea dei sindaci. Nell’ultima delle quali il primo cittadino di Alatri Giuseppe Morini, da sempre vicinissimo politicamente a Mauro Buschini, ha votato no alla proposta della Sto, fatta propria dal presidente dell’Ato Antonio Pompeo e dalla maggioranza dei primi cittadini dei Democrat.

Insomma, il Pd continua ad essere diviso su tutto e nessuno dei leader assume iniziative: non Francesco Scalia, ma nemmeno Francesco De Angelis e Mauro Buschini. A proposito: nello scacchiere interno, anche nazionale, De Angelis e Buschini sono da considerarsi nell’area del presidente della Regione Nicola Zingaretti? Oppure fanno parte della componente di Matteo Renzi? O di quella di Gianni Cuperlo? O di Pierluigi Bersani? Troppa tattica? Forse sì. Tanti interrogativi e nessuna risposta.

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