Elezioni, la fine dei giochi

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CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Lo scontro tra i Partiti è ad altissima tensione, ma il problema è che sono quasi tutti mimetizzati nelle liste civiche. Anche la resa dei conti interna alle formazioni politiche è micidiale. Ma il paradosso è che sono scomparsi i simboli. Un fenomeno di dimensioni nazionali: Forza Italia è presente con il suo simbolo soltanto nel 6,7% dei Comuni, il Pd nel 11,6%. Il Movimento Cinque Stelle nel 18,7%.

In provincia di Frosinone la situazione è anche più accentuata, se pensiamo che i Democrat non sono presenti con il proprio simbolo né a Cassino né a Sora. A Sora non c’è neppure quello di Forza Italia.

Però è evidente che dietro molte liste civiche ci sono tante “vecchie volpi” della politica. Il punto è proprio questo. Non siamo di fronte ad una rivoluzione epocale, nella quale i simboli dei partiti vengono sostituiti da formazioni legate alla società civile. Siamo semplicemente di fronte al fatto che, avendo sentito spirare forte i venti dell’antipolitica, in tanti hanno semplicemente deciso di mimetizzarsi. Una sorta di trasformismo soft.

Il dato sull’affluenza sarà significativo, anche se solitamente alle comunali l’astensionismo è minore.

In ogni caso, però, questa campagna elettorale non si è mai realmente accesa. Soprattutto sul versante della partecipazione dei cittadini. Più lo scontro tra i partiti travestiti da civiche si è fatto al calor bianco, più il popolo sovrano è rimasto indifferente. Vedremo oggi cosa succederà. Sarà una lunga notte. Non sarà «una notte di giovani attori, di pizze fredde e di calzoni», come quella “prima degli esami” cantata da Antonello Venditti. Non sarà una «notte di sogni, di coppe e di campioni». Ma «di lacrime e preghiere» sicuramente sì. Perché i risultati di Cassino, Alatri e Sora peseranno sugli equilibri provinciali. Nel Pd non potranno vincere, contemporaneamente, Scalia e De Angelis, Buschini e Pompeo, Alfieri e Costanzo. In Forza Italia Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli sanno che la differenza tra vittoria e sconfitta influirà sulla loro leadership e che il coordinatore regionale Claudio Fazzone non farà sconti.

Nemmeno i Cinque Stelle potranno nascondersi: o eleggono almeno dei consiglieri comunali oppure sarà impossibile radicarsi nei territori. Si vota per eleggere sindaci e consiglieri, ma con una finestra aperta sulle candidature parlamentari e regionali. Come sempre cercheranno di appellarsi alla logica che la vittoria ha molti padri mentre la sconfitta è orfana. Ma stavolta non sarà possibile.

 

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