Ottaviani – Cristofari, ciao nemico

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Il cardiologo con il sigaro e l’avvocato con il telefonino incollato all’orecchio. Fabrizio Cristofari contro Nicola Ottaviani, in palio la fascia tricolore. Una sfida annunciata tra due professionisti molto popolari e anche amici. Ma nei prossimi sette mesi faranno finta di non conoscersi: useranno il fioretto ma pure la sciabola. Non ammetteranno mai che l’uno (Cristofari) è il medico al quale si rivolgerebbe il sindaco in carica e l’altro (Ottaviani) è l’avvocato preferito del presidente dei medici. Sul comodino terranno Il Principe di Niccolò Machiavelli, per non perdere di vista neppure per un secondo che il fine giustifica i mezzi.

Entrambi sono cresciuti a pane e Democrazia Cristiana: conoscono bene il gioco delle correnti e sanno che in politica non esistono gli amici, ma soltanto gli alleati. Dai quali comunque bisogna guardarsi. I nemici invece ci sono, mescolati agli avversari, non necessariamente… degli altri schieramenti.

Lo scenario dello sfidante
Mercoledì il direttivo cittadino del Pd dovrebbe dare il via libera alla candidatura a sindaco di Fabrizio Cristofari, l’unica rimasta in campo nelle primarie del Pd. Il presidente dei medici la pensa come Giovanni Trapattoni: “Non dire gatto se non l’hai nel sacco”. Le insidie e i colpi di coda non mancano. E in ogni caso le lacerazioni del Pd determineranno problemi a Cristofari. Non potrà contare sul sostegno dell’ex sindaco Michele Marini, che anzi probabilmente scenderà in campo per non farlo vincere. La frattura di quattro anni fa non è stata ricomposta, le scuse pubbliche e il faccia a faccia nella notte sono serviti per riprendere il rapporto personale. Ma in politica nemici come prima.

Non lo sosterrà neppure il segretario del circolo cittadino Norberto Venturi. Ha ritirato la designazione dopo aver preso atto che non era lui il prescelto dal partito. Invece Fabrizio Cristofari ha avuto subito l’endorsement di tutta l’area di Francesco Scalia: da Nazzareno Pilozzi a Domenico Alfieri, da Antonio Pompeo ad Angelo Pizzutelli. E l’endorsement di quest’ultimo è di quelli che pesano. Molto. “Stiamo con te”, il messaggio esplicito. “Gli altri spazi sono occupati, quindi va bene l’appoggio, ma solo come sindaco di Frosinone”, il messaggio subliminale.

La senatrice Maria Spilabotte è schierata con Cristofari. Il presidente dell’Asi Francesco De Angelis e l’assessore regionale Mauro Buschini pure. Forse. Ad ogni modo, per non sapere né leggere e né scrivere, Cristofari è intenzionato a puntare anche sulle liste civiche. Meglio se piene di medici.

Cercherà di “recuperare” alla causa il Partito Socialista Italiano di Gianfranco Schietroma, consapevole però che non sarà semplice visto che il candidato sindaco Vincenzo Iacovissi si è spinto molto avanti nella campagna elettorale. Più probabile un’intesa in vista del ballottaggio.

Poi c’è Area Popolare del coordinatore regionale Alfredo Pallone. Metterà in campo una lista nella quale dovrebbero concorrere i consiglieri comunali Andrea Turriziani e Daniele Zaccheddu, l’ex vicesindaco Francesco Trina e l’ex commissario dell’Amministrazione Provinciale Giuseppe Patrizi.

Nel 2012 Pallone sostenne Ottaviani, adesso sta valutando. Però c’è un punto: la frattura con Forza Italia di Mario Abbruzzese potrebbe essere un ostacolo insuperabile per l’accordo con il sindaco uscente.

La strategia del sindaco Nicola Ottaviani ha voluto le “primarie libere”. Si terranno il 13 novembre. Gli sfidanti sono Pier Paolo Segneri, Antonella Santori, Domenico Fagiolo. Naturalmente vincerà Ottaviani, che ha concentrato l’attenzione su obiettivi precisi: raggiungere una significativa partecipazione, evidenziare che lui (da uscente) le primarie le fa, mentre il Pd no «perché non ne ha la forza». Però c’è anche un altro scopo politico: definire subito i confini della coalizione, ridimensionare i partiti (a cominciare dal suo, Forza Italia). E avere carta bianca sui futuri assetti della giunta in caso di conferma.

Il tallone di Achille, però, potrebbe essere proprio questo: i malumori all’interno della maggioranza, che non sono mai emersi finora per il carisma del primo cittadino. Però i mal di pancia sono noti: l’assessore Fabio Tagliaferri non ha digerito la mancata nomina a vicesindaco, altri assessori come Carlo Gagliardi e Massimiliano Tagliaferri (unitamente al capogruppo di Forza Italia Adriano Piacentini) avrebbero voluto il pugno di ferro contro i “ribelli”.

A proposito di Forza Italia. La decisione di fare le primarie ha spiazzato il consigliere regionale Mario Abbruzzese, che, da democristiano navigato, ha deciso di non entrare in rotta di collisione. ha deciso di ingoiare il rospo e di “abbracciare” Ottaviani. Resta da vedere cosa succederà però in campagna elettorale, perché tra gli “azzurri” il fuoco cova sotto la cenere.

Nicola Ottaviani è un sindaco politicamente ingombrante. In questi anni non ha delegato nulla sul piano sostanziale. Nessun altro è cresciuto politicamente. Un elemento da tenere in considerazione in vista delle prossime elezioni.

Poi c’è il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli e Fabio Tagliaferri: non hanno scelto le alleanze, ufficialmente dicono di essere orientati a restare nell’alveo del centrodestra.

Poi però ci sono stati contatti con Michele Marini. E pure con Fabrizio Cristofari. Certo è che Ottaviani proverà a chiudere la partita al primo turno, mentre Cristofari ha un’altra tattica: arrivare al ballottaggio e poi giocarsela nell’uno contro uno.

Da qui a maggio però le sorprese e i colpi di scena non mancheranno. Sarà una sfida a tutto campo: sul piano politico ma anche nervoso.

Vince chi resta. Calmo. E sul campo.

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