Gomitate tra ex, Marini: «Marzi dica con chi sta»

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
«Il sindaco Nicola Ottaviani pensi alla maggioranza. In una seduta fondamentale come quella sul bilancio ha potuto contare su 11 consiglieri, rispetto ai 21 originari. Il dodicesimo, infatti, è stato Carmine Tucci, eletto nell’opposizione». Quando i consiglieri di opposizione hanno lasciato l’aula prima dell’inizio della discussione sul documento contabile, Ottaviani ha commentato: «Vedo che sono molto interessati al bilancio».
A Michele Marini la battuta non è piaciuta. Argomenta: «Prima però faccio autocritica. Dell’opposizione eravamo appena in sei: non è possibile. Credo che sia arrivato il momento che una parte dell’opposizione, mi riferisco per esempio alla Lista Marzi, venga in aula a dire chiaramente con chi sta. Mancano diciotto mesi alle elezioni comunali, la chiarezza è obbligatoria. Ma ciò non toglie che la maggioranza è ai minimi termini e Nicola Ottaviani sa perfettamente che il bilancio non è una delibera come tutte le altre. Aveva i numeri per approvarla in seconda o convocazione? Poteva farlo, come per il resto delle delibere. Ma non l’ha fatto: il via libera al documento contabile con 12 voti avrebbe “conclamato” la crisi politica. Che però esiste per la maggioranza di centrodestra: all’appello mancavano dieci consiglieri eletti nel centrodestra. La luna di miele è durata meno di due anni, questa è la realtà. Da più di un anno Ottaviani va avanti con la seconda convocazione e spesso le delibere vengono approvate grazie al voto favorevole o alla benevola astensione (o uscita dall’aula) di esponenti eletti nelle file dell’opposizione. Ma questo mi meraviglia fino ad un certo punto. Forse un accordo c’è da tempo».
Chiediamo a Michele Marini: in che senso c’è da tempo? Spiega l’ex sindaco: «Nel senso che al ballottaggio qualcuno ha votato e fatto votare Nicola Ottaviani invece che il sottoscritto. Ma questa è acqua passata: la realtà è che la maggioranza è debolissima, ma l’opposizione non riesce a serrare le file. Ripeto: è arrivato il momento, per tutti i gruppi consiliare, di dire in consiglio comunale da quale parte stanno».
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