I sindaci non perdonano: bocciata Mastrobuono

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Bocciata. Senza appello. Dal territorio, attraverso i sindaci. Il parere sarà pure politico, ma è negativo. E pesa. Quello sul gradimento del direttore generale della Asl Isabella Mastrobuono è stato un referendum, che si è trasformato in un plebiscito “contrario” al manager.

Inequivocabile l’esito della votazione: 60 sindaci hanno espresso una valutazione negativa. In rappresentanza di 350.700 abitanti. Soltanto 4 sindaci hanno dato un giudizio positivo, in rappresentanza di 51.500 abitanti. Gli assenti in fase di votazione sono stati 5 (per 43.200 abitanti), mentre si è astenuto soltanto Rocco Pantanella, di Rocca d’Arce (1.000 abitanti). Numeri schiaccianti.

La cronaca della giornata, con un susseguirsi di colpi di scena presso la sala Teatro della Asl di Frosinone, dove la conferenza dei sindaci era stata convocata su input della direzione regionale salute e integrazione socio-sanitaria. Chiarissimo l’oggetto: “valutazione e verifica dei risultati aziendali conseguiti dai direttori generali delle Asl del Lazio”. Che tiri una brutta aria per il manager lo si capisce immediatamente, quando la seduta si apre alle ore 12, in prima convocazione. All’appello rispondono 64 sindaci su 91. Il “blitz” è riuscito. La regia è dei consiglieri regionali Mauro Buschini (Pd) e Mario Abbruzzese (Forza Italia). Con il primo che ha il compito più difficile: ha molti sindaci di riferimento e il direttore generale è stata nominata dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Buschini non sbaglia una mossa. Importante anche la chiamata alle armi della senatrice Maria Spilabotte (Pd). Quanto ad Abbruzzese, incassa un indubbio risultato politico. Nicola Ottaviani, presidente della conferenza, apre la seduta. Subito vengono presentate tre mozioni. La prima è del sindaco di Isola Liri Vincenzo Quadrini (Pd), che chiede in sostanza un rinvio della votazione perché i sindaci hanno bisogno di più elementi per esprimere una valutazione sugli obiettivi raggiunti o meno dal direttore generale. La proposta viene bocciata: 55 no (in rappresentanza di 302.800 cittadini) e 9 sì (140.800 abitanti). Poi vengono illustrate altre due mozioni. Una è di Pasquale Ciacciarelli (San Giorgio a Liri, coordinatore di FI), l’altra di Enrico Pittiglio (San Donato Valcomino, dirigente del Pd). Quella di Ciacciarelli fa riferimento esplicitamente ad «un parere politico negativo» sul direttore generale Isabella Mastrobuono, mentre quella di Pittiglio invita ad «una valutazione negativa sull’operato complessivo della direzione generale della Asl di Frosinone».

Le due mozioni vengono unificate: l’asse Buschini-Abbruzzese regge. Nicola Ottaviani dice che Isabella Mastrobuono deve relazionare sugli obiettivi. Abbruzzese esplode: «Se i lavori devono essere presieduti dalla manager, basta dirlo». Lo scontro, tutto interno a Forza Italia, è durissimo. Il clima nella sala è da corrida perché tutti capiscono che la posta in palio è altissima: evitare l’intervento del manager prima del voto delle mozioni unificate. Ottaviani propone una sospensione, Abbruzzese non concede tregua: «Se vogliamo mischiare le carte facciamolo, ma le mozioni vanno votate prima». Il manager Isabella Mastrobuono prende comunque la parola. A quel punto i sindaci che fanno riferimento a Buschini e Abbruzzese lasciano platealmente l’aula. Restano in pochissimi.

Alla fine la mozione congiunta viene messa in votazione. L’oggetto è la valutazione negativa sull’operato del manager:60 sì, 4 no, 5 assenti in fase di votazione, 1 astenuto. In tutto hanno partecipato 70 sindaci su 91. Un record. Alla fine esprime un voto politico negativo anche il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Soltanto in 4 “promuovono”la Mastrobuono: Boville Ernica, Ceprano, Ferentino e Pontecorvo. A quel punto se ne vanno quasi tutti, ma il dibattito continua per una quarantina di minuti in un clima surreale. Mastrobuono resta al suo posto e attenderà la valutazione della commissione regionale. Ma niente sarà più come prima. Ed è un fatto che il gradimento politico del territorio non c’è.

E il richiamo “boomerang ” agli uomini liberi

Il richiamo della Mastrobuono alla lista degli uomini liberi non è piaciuto a diversi sindaci che hanno bocciato il suo operato. Lo hanno fatto presente, fra gli altri, i primi cittadini di Anagni (Fausto Bassetta) e Fontana Liri (Gianpio Sarracco). Perché, dopo l’approvazione della mozione congiunta, il dibattito è comunque andato avanti. Con il manager che ha voluto fare esplicito riferimento alla lettera di sostegno ricevuta dal sindaco di Pontecorvo. Unico ad astenersi Rocco Pantanella (Rocca d’Arce), che ha insistito sul fatto che non era un giudizio del genere quello che si doveva dare. Alla fine però si è parlato soltanto di politica e perfino la difesa della Mastrobuono ha assunto inevitabilmente un taglio… politico. «E se lo scopo vero fosse quello di non farmi andare allo Spallanzani?», ha detto il direttore generale. E quale sarebbe il motivo? Si attendono risposte. (Cor.Tre)

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