Il Pd si gioca tutto alle prossime Comunali

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Prima il voto in Parlamento sulla riforma del Senato, poi il summit dei leader locali del Pd con il segretario regionale Fabio Melilli. Soltanto dopo si saprà se, quando e come si svolgerà il congresso provinciale del partito. Intanto però i retroscena si moltiplicano in progressione geometrica, così come le indiscrezioni. Soprattutto sugli scenari che si stanno prospettando in vista delle elezioni comunali a Cassino, Sora e Alatri.

A Cassino la situazione politica è assai delicata, considerando che in campo ci sono sia il sindaco uscente Giuseppe Golini Petrarcone che il consigliere regionale Marino Fardelli. I Democrat dovrebbero trovare una posizione unitaria, ma non è semplice. Fardelli è vicino alle posizioni del senatore Francesco Scalia, ma sta dialogando anche con Francesco De Angelis. Petrarcone non ha intenzione di fare alcun passo indietro.

Fra le altre cose il riferimento al fatto che Francesco De Angelis possa sostenere la nomina di Anna Teresa Formisano a Garante regionale dei detenuti ha messo politicamente in allarme più di qualcuno. La domanda è una sola: e se la Formisano decidesse di candidarsi a sindaco?

Pure ad Alatri non mancano le “voci”. Secondo alcuni Patrizio Cittadini potrebbe decidere di scendere in campo, entrando obiettivamente in rotta di collisione con il sindaco Giuseppe Morini. Ora, è evidente a tutti che Morini è sostenuto dal consigliere regionale Mauro Buschini, mentre più di qualcuno ricorda che Patrizio Cittadini fu assessore provinciale della giunta di Francesco Scalia.

Soltanto a Sora, almeno per il momento, il Pd dovrebbe sostenere unitariamente il sindaco Ernesto Tersigni, dell’Ncd.

Una cosa appare chiara però: le elezioni di Cassino sono quelle destinate ad avere forti contraccolpi non soltanto nel Pd ma pure nel centrosinistra. Dopo quanto successo per il rinnovo degli organi all’Asi e al Cosilam, i Democrat sono davvero ad un bivio: o archiviare la lunga stagione della contrapposizione o continuare.

Ma chi può imporre oggi una tregua? Il “pallino” resta nelle mani dei big, di Francesco De Angelis e Francesco Scalia. Però, mentre il tempo continua a scorrere inesorabilmente, il Pd rischia di morire di tattica in provincia di Frosinone. Aspettando continuamente l’evento successivo. Che ci sarà sempre: elezioni politiche, regionali, provinciali, comunali. Oppure il rinnovo di un ente intermedio.

La verità è che la linea unitaria non c’è mai stata. Le elezioni di Ceccano, ma prima ancora di Frosinone, Veroli ed Isola del Liri, hanno reso evidente che non ci sono termini e spazi di ricucitura o di mediazione. Adesso però Cassino, Sora e Alatri diranno in modo inequivocabile se il Pd può ragionare unitariamente oppure no. Il congresso potrebbe servire. Ma chi lo vuole celebrare davvero?

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