Memmo al veleno: «Tranquilli, non mi candido»

CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

«Non è mia intenzione candidarmi ancora a sindaco di Frosinone. Così magari qualcuno di tranquillizza». A parlare è Domenico Marzi. Nel centrosinistra, nonostante all’appuntamento con le urne nel capoluogo manchi un anno, la discussione è abbastanza accesa. E il fatto che un altro ex sindaco, Michele Marini, abbia detto ai suoi “fedelissimi” di non avere alcuna intenzione di sostenere le ipotesi di Fabrizio Cristofari e dello stesso Domenico Marzi, sta a significare che neppure l’organizzazione delle primarie sarà agevole.

Domenico Marzi, fra le altre cose, aggiunge: «Rispetto il metodo delle primarie, ma non mi ha mai convinto e men che meno ora. Soprattutto nei piccoli centri. Sono un uomo di centrosinistra e darò una mano naturalmente, ma non mi candido a sindaco».

Silenzio assoluto invece da parte di Fabrizio Cristofari.Un elemento che potrebbe essere letto come un non voler alimentare polemiche. Il che starebbe a significare, però, che il presidente dell’ordine dei medici è pronto a valutare seriamente l’opzione di una sua candidatura a sindaco. Anche nell’ambito delle primarie. Per la designazione a primo cittadino, però, circolano con insistenza anche i nomi di Norberto Venturi, Angelo Pizzutelli Andrea Turriziani e Stefania Martini rispettivamente segretario cittadino e consiglieri comunali dei Democrat.

Nel corso del congresso del circolo cittadino, svoltosi qualche giorno fa, Francesco De Angelis ha detto, parlando della situazione dell’intero territorio, che vanno tenute insieme le esigenze di autonomia dei livelli comunali e la linea della federazione provinciale. Non sarà semplice, considerando per esempio che a Frosinone le posizioni sullo stadio (tanto per fare un esempio) sono assai articolate nel Pd. Ma si pone pure il tema delle alleanze: con il centrosinistra, con le forze (come il Nuovo Centrodestra) che sostengono l’azione del Governo Renzi, con le liste civiche. Le primarie dovrebbero essere espressione di un’alleanza del genere. Ma anche in questo caso non c’è nulla di semplice, né di scontato.

Neppure l’intesa con il Partito Socialista Italiano di Gianfranco Schietroma: dipenderà dai candidati a sindaco e da altre cose. Nei giorni scorsi il Psi, attraverso il segretario provinciale Danilo Iafrate, ha chiesto al Pd di scegliere con chi stare alla Provincia: se con Forza Italia e con il Nuovo Centrodestra o con i Socialisti. Insomma, la frattura determinatasi nel 2012 al Comune di Frosinone non è stata ricomposta nel centrosinistra.

Le barriere insuperabili che nessuno vuole scalare

Sono passati quattro anni dalle elezioni comunali del 2012. Non quattro giorni. Eppure il centrosinistra non ha nemmeno cercato di provare a capire se esistano o meno spazi per una ricomposizione. Perché quella frattura fu politica ma anche di rapporti personali. Non soltanto tra due ex sindaci come Michele Marini e Domenico Marzi. Il leader dei Democrat Francesco De Angelis sta cercando in tutti i modi di provare a far passare il messaggio che le contrapposizioni vanno superate. Con un ragionamento perfino di realismo politico, così sintetizzabile: “soltanto se il centrosinistra sarà unito e se, contemporaneamente, saprà raggiungere accordi con liste civiche di “frontiera” (capaci cioè di sottrarre voti al centrodestra), potrà pensare di vincere”. Finora però passi avanti sostanziali lungo la strada della “pacificazione” non si sono registrati. E intanto il tempo continua a passare: un anno non è molto se si considera che vanno approntate liste e coalizioni.

 

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