Montecassino, la Silicon Valley del medio Evo

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di VITTORIO MACIOCE (de Il Giornale) per L’INCHIESTA QUOTIDIANO
Photography by Michele Di Lonardo (Copyright. All Rights Reserved)

Mi sono reso conto che Montecassino è stata la Silicon Valley del Medio Evo. Mi sono messo a studiare il pensiero di Benedetto da Norcia e credo che possa dare lezioni di libertà e innovazione a molti liberali o pseudo liberali di questo XXI secolo.

Il monachesimo non è una fuga dal mondo ma la costruzione di un sistema culturale ed economico che scuote la stagnazione del sistema feudale. È un progetto che ha le radici nella terra e lo sguardo che spazia in tutto l’Occidente.

Pensate alla Regola benedettina. È di fatto un software open source, aperto a tutti quelli che lo vogliono usare. Benedetto dice: la mia comunità funziona così, chiunque voglia farlo può replicare il modello Montecassino, ogni monastero che sorge è indipendente, non è vincolato alla casa madre. È chiaro che se volete farlo funzionare vi conviene seguire le istruzioni del mio progetto, però potete anche modificarlo, migliorarlo, adattarlo alle singole realtà territoriali. Ed è quello che accade. Monasteri e monachesimo si diffondono velocemente in Italia, Francia, Bretagna, Germania. Spagna. Non c’è una gerarchia e la Regola viene adattata. Il software di Montecassino non è lo stesso di Cluny. Tutti però sono in “rete”, si scambiano esperienze e informazioni, ingegni e novità tecnologiche.

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I monasteri rivoluzionano le tecniche agricole, i sistemi idraulici e si mettono al servizio dei mercanti come depositi di denaro, lettere di credito e garantiscono l’affidabilità del mercante.

Il miracolo più grande è ricostruire la mappa del sapere perduto, grazie al lavoro degli amanuensi recuperano i testi classici e li conservano per i posteri. Strappano un patrimonio immenso di conoscenze umanistiche e scientifiche dall’oblio. E lo fanno anche in questo caso servendosi della rete. Ogni testo viene replicato e inviato al monastero più vicino e passo dopo passo le copie arrivano in ogni terra dove c’è un monastero.

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È un movimento globale che parte da luoghi in precedenza considerati marginali e periferici. I monasteri creano lavoro, ricchezza, opportunità. Sono il luogo di passaggio e di raccolta di artigiani e commercianti.

Certo, c’è anche la parte spirituale ed etica e non è un caso che George Lucas si ispiri ai benedettini per disegnare gli jedi di Guerre Stellari.

Perché mi interessa tutto questo? Perché assomiglia alla mia idea di Smart Land, perché sono convinto che la crisi economica e culturale dell’Occidente possa avere la soluzione non al centro dell’impero o nelle metropoli ma nelle aree marginali e periferiche, perché penso che il capitalismo 4.0 delle reti e delle nano tecnologie possa trovare proprio nelle comunità di sognatori il terreno più fertile.

Perché non credo nello Stato ma nelle libere comunità degli individui.

Perché penso che il millenarismo apocalittico, scettico e pessimista di questo nuovo millennio possa essere sconfitto dalla creatività di chi crede nell’impossibile.

 

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