E ora chiarezza per una diocesi senza pace

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ALESSIO PORCU per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
Non c’è pace tra le mura dell’abbazia. E ora nemmeno sulle rive del Liri. L’inchiesta a carico del vescovo di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo getta una nuova ombra sulla diocesi. Fitta e nera come quella che pochi mesi fa ha avvolto l’ex abate di Montecassino Pietro Vittorelli.

Lo scandalo sessuale che minaccia di travolgere il vescovo Gerardo Antonazzo è però una storia diversa. Tutto si inserisce in un contesto nel quale non c’è traccia né di alberghi a cinque stelle né di serate mondane in priveè di lusso, non c’è né l’odore della cocaina né il profumo della passione intrattenuta con giovani ‘di cucina’, non ci sono chat per incontri gay né spese folli saldate con i soldi delle elemosine raccolte sulle dichiarazioni dei redditi degli italiani attraverso lo strumento dell’otto per mille. I dettagli sono differenti, lo sfondo pure. Ma c’è una strana cornice ad unire le due storie.

I particolari portati all’attenzione della magistratura attraverso una segnalazione anonima parlano di due momenti di debolezza con un seminarista maggiorenne. E – secondo alcune fonti d’agenzia – con qualche chierico in più e qualche mese in meno della maggiore età. Conta poco: restano scenari da miserie umane. Se ci sono stati comportamenti illegali da parte di sua eccellenza il vescovo in carriera arrivato da Santa Maria di Leuca ‘DeFinibus Terrae’, la procura della Repubblica di Cassino li perseguirà e punirà i suoi errori terreni. Qualora non dovessero risultare reati ma solo comportamenti inappropriati, la faccenda sarà tra la coscienza di Gerardo Antonazzo e la Misericordia di quel Signore del quale è stato chiamato a fare il pastore dei pastori.

Ma è la cornice nel quale avvengono le due storie, quella del vescovo e quella dell’ex abate, a far nascere qualche sospetto. Pietro Vittorelli, prima che la sua stella si spegnesse, brillava nel firmamento del Vaticano per la preparazione e l’intelligenza: lucido, brillante, ascoltato nella Conferenza episcopale, in pectore a Papa Joseph Ratzinger che per lui stravedeva; chiunque profetizzava per lui un futuro ancora più radioso. Gerardo Antonazzo è un vescovo in carriera, stimato dal cardinale Dominique Francois Joseph Mambertì (che lo ha consacrato) e dall’arcivescovo Adriano Bernardini che è il nunzio apostolico in Italia; in Nunziatura, Antonazzo è molto considerato. Non a caso gli è stato assegnato come primo incarico la diocesi di Sora (che è un trampolino di lancio verso le gerarchie pontificie) appena fusa con quella di Cassino per creare la seconda più vasta sede vescovile nel Lazio.

Oltre Tevere circola una voce: Papa Francesco sta per muovere le carte, con l’avvicendamento del cardinale Agostino Vallini dalla funzione di Vicario verranno rinnovati una serie di incarichi; Gerardo Antonazzo è tra quelli che ad aprile era destinato a una nuova e prestigiosa sede.

Se è una guerra tra tonache, poco male: la Chiesa ha resistito a Papa Borgia e non cadrà certo per una trappola del genere. Se è stata una debolezza umana, la Misericordia di Dio ha perdonato un persecutore seriale come Paolo di Tarso ed avrà certamente cura anche per l’anima di Gerardo Antonazzo da Finibus Terrae.

Se ha traviato le coscienze di ragazzi che si avvicinavano alla vita religiosa, se ha trasformato un seminario in una sorta di allegro territorio di caccia per desideri proibiti, se è venuto meno alla sua missione: poco male, siamo nel Ventunesimo secolo e nessuno perderà molto tempo a digerire una delusione in più. Ma per monsignore vale lo stesso principio invocato per Pietro Vittorelli da Montecassino: continui a coltivare le passioni che più preferisce, ma restituisca l’abito talare. La Chiesa provvederà a consegnarlo, fresco di bucato, a un altro pastore: meno in carriera, ma più adatto per indicare la via ai seminaristi, ai bambini che si avvicinano alla Comunione e a tutti quelli che credono ancora in Cristo e al suo potere di Redentore.

Tre ipotesi sulle quali la Procura di Cassino ha il dovere di fare chiarezza e subito: perché è ora che ci sia finalmente pace all’ombra di Montecassino.

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