Polveriera Democrat. Scalia: “Costanzo si dimetta”

di CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
La contrapposizione è frontale e non si sono spazi neppure per una tregua. La sconfitta di Ceccano “brucia” nel Partito Democratico. Il senatore Francesco Scalia chiede le dimissioni da segretario di Simone Costanzo. Quest’ultimo, al contrario, invita il parlamentare ad un passo indietro.

Dice il senatore Francesco Scalia: «La sconfitta di Ceccano viene da lontano: dalla decisione del centrosinistra di sciogliere il consiglio comunale, poi dalla scelta del Pd di commissariare il circolo locale. In questo modo è stata minata alla radice la possibilità di presentare una lista competitiva, al punto che abbiamo ottenuto il 6%, il peggior risultato di sempre in quella che è stata per decenni una roccaforte del centrosinistra. Poi ci sono state le divisioni all’interno del centrosinistra. Infine si è deciso di fare una campagna elettorale tutta giocata sulle criticità interne al centrosinistra».

«Il sottoscritto, che non ha partecipato alle riunioni nelle quali si è deciso prima di sciogliere il consiglio comunale e poi di commissariare il circolo del Pd, aveva invitato tutti (a cominciare dal candidato sindaco) di “cambiare verso”, incentrando la campagna elettorale sulle differenze tra la nostra coalizione e quella guidata da Caligiore. Invece si è deciso diversamente. La sconfitta era inevitabile considerando tutti gli errori commessi da un anno a questa parte».

 

Continua Scalia: «Detto questo, è evidente però che a Ceccano la somma dei fattori negativi è tutta riconducibile alla maggioranza che oggi governa il Pd. Sottolineo che per molto meno Lucio Migliorelli si era dimesso da segretario provinciale. Noto che Simone Costanzo, al contrario, non avverte questa sensibilità politica, che invece sarebbe importante. L’attuale classe dirigente del centrosinistra provinciale dovrebbe prendere atto di un fallimento iniziato dalle elezioni provinciali e assumere le decisioni conseguenti, vale a dire le dimissioni».

Conclude Francesco Scalia: «Detto questo, il sostegno del sottoscritto e della mia area a Luigi Compagnoni è stato totale. Basta vedere le preferenze dei singoli. Il Pd a Ceccano non si è diviso, semplicemente si è esaurito. A dividersi invece sono stati i Socialisti, molti dei quali si sono schierati con Gianni Querqui».

Un attacco durissimo quello del senatore Francesco Scalia, alla dirigenza del Pd ma anche al Partito Socialista. La pensa in maniera diametralmente opposta il segretario provinciale Simone Costanzo. Il quale afferma: «La questione di Ceccano va analizzata nella sua interezza. Ripeto: forse ha pesato la voglia di cambiamento in un Comune che il centrosinistra ha amministrato per decenni. Poi è evidente che la caduta dell’Amministrazione Maliziola ha avuto un “peso”, ma si tratta di una questione esplosa ben prima della mia elezione a segretario. All’unanimità (dopo riunioni alle quali il senatore Scalia ha partecipato) abbiamo preso la decisione di nominare un comitato di tre saggi che guidasse il circolo del Pd».

«Dopo peraltro aver preso atto dell’impossibilità di fare la lista senza quell’intervento. Come all’unanimità abbiamo approvato il regolamento delle primarie. Il senatore Scalia conosceva bene tutte le criticità. Mi consiglia le dimissioni? Francamente credo che le dimissioni dovrebbe darle lui, dal momento che è stato eletto con il contributo di tutti. Non si capisce se fa ancora parte del Pd. E poi diciamo la verità: a Ceccano, Pontecorvo e Fiuggi il suo sostegno ai vincitori delle primarie non è sembrato né convinto né totale. Da un anno a questa parte, in più di un’occasione il senatore Scalia è apparso sempre in antitesi con le decisioni dei Democrat. Ultimo esempio all’Asi. Dovrebbe essere lui a chiarire il suo credo politico. Aggiungo che a Ceccano l’intero centrosinistra si è presentato diviso. Non soltanto il Pd. Anche nel Psi ci sono state posizioni differenti».

La resa dei conti nel Pd ci sarà lunedì prossimo: ieri il segretario Simone Costanzo, attraverso mail e sms, ha convocato la direzione provinciale per il 22 giugno alle 17.30. All’ordine del giorno l’analisi del voto. Bisognerà vedere chi parteciperà, ma una cosa è certa: nel Pd gli spiragli aperti sono stati… blindati.

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