Quelle donne a cavallo di due secoli

Rita Cacciami

Vice direttore L'Inchiesta Quotidiano

 

Rita Cacciami di RITA CACCIAMI

Vice direttore de L’inchiesta Quotidiano

 

Lo so. Già il titolo la dice lunga. E tale è. Una lunga storia. Siamo oggi ciò che le nostre ave hanno voluto. Per noi e prima di noi. Ci hanno fatto addormentare con l’illusione che baciare un rospo equivale a trovare un marito. Che se ti perdi una scarpa non è che hai sbagliato numero ma serve al principe azzurro per rintracciarti in assenza di cellulare. E che se dormi una decina d’anni ti svegli fresca e ancora giovane con un semplice soffio sulle labbra.

I danni non potevano che essere evidenti. Ed infatti lo sono.

Se al momento risultiamo classificate come milf, cougar o gilf, non possiamo che prendere atto della sconfitta. Costruita ad arte e nel tempo. Abbracciando Morfeo con l’immagine di Cenerentola, quella poverina, addirittura china a spazzare la cenere del camino. Che solo a pensare quanta ne potesse far volare nella stanza, per per poi ritrovarsela da spazzare, è già un lavoro immane e infruttuoso. E per restare in tema, che dire della spilungona con cappello e valigia. Auguriamoci che le pediatre moderne non abbiano prestato il giuramento di Ippocrate ispirandosi a lei. Che faceva ingoiare pillole cantando.

Suvvia, un transfert tira l’altro. Chi ha avuto la ventura di imbattersi in Pippi Calzelunghe, oggi acquista con gioia le autoreggenti con balza di pizzo. Naturale evoluzione di quella orribile parigina a righe verde e arancione della treccioluta scapestrata. Allo stato attuale, sarebbe annoverata tra le bulle della scuola. All’epoca, era una simpatica canaglia. Ma andiamo oltre.

La tv ha accelerato il processo di identificazione. E Sabina Ciuffini ha la sua buona dose di responsabilità. Se vi avevano detto che il quiz serviva per aggregare la famiglia, siete fuori strada. Quella ragazza in mini gonna e stivali bianchi non era solo una gradevole valletta. Ma una delle prime vittime accertate di mobbing. E perfino in prima serata. Il boss ti denigra in ufficio? Mike lo faceva davanti a milioni di connazionali. Lei sorrideva. Anche se, a dirla tutta, qualche stoccata riusciva anche ad assestarla. Nonostante passasse il tempo a dividersi i capelli. Destra e sinistra, con la riga in mezzo. Cosa succedesse dietro le quinte, vallo a sapere.

Noi, intanto, a scanso di equivoci abbiamo raccontato altre favole. Sperando che figlie e nipoti possano avere più fortuna di noi. Almeno con la pensione.

 

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