«Suonala ancora Sam»: Pompeo riconvoca i sindaci per continuare a parlare di acqua

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CORRADO TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI
L’alternativa non esiste. Stamattina Antonio Pompeo, presidente della Provincia e dell’Ambito Territoriale, comunicherà all’Autorità per l’energia, il gas e il sistema idrico, che è sua intenzione riconvocare la conferenza dei sindaci per deliberare il piano tariffario dell’a cqua per il periodo 2016-2019. In caso di esito positivo del colloquio, l’assemblea verrebbe riconvocata oggi stesso, probabilmente per fine agosto. È l’unica strada per provare ad evitare che il flop di venerdì scorso abbia conseguenze ancora più pesanti.

Ore convulse
Il punto è che il 29 luglio scorso scadeva il termine entro il quale l’assemblea dei sindaci dell’Ato avrebbe dovuto deliberare. Adesso l’Aeegsi potrebbe inoltrare una diffida nei confronti dell’assemblea dell’Ato, la quale avrebbe un mese di tempo per agire. Approvando cioè il piano tariffario. Se anche questo periodo dovesse trascorrere senza che fosse presa una decisione, allora potrebbero scattare delle sanzioni nei confronti dell’Autorità d’Ambito. Come, per esempio, l’azzeramento di 953.000 euro che annualmente l’Ato riceve per le spese di funzionamento della Segreteria Tecnico Operativa. Antonio Pompeo dice: «Naturalmente farò di tutto per evitare simili scenari». Ecco allora che fissare una nuova seduta della conferenza dei sindaci potrebbe concedere ossigeno all’Ambito Territoriale.

Tariffe e conguagli
Ma è evidente che Acea chiederà che la propria proposta, formulata per tempo, venga presa in considerazione in tempi brevi. Magari anche con il meccanismo operativo del silenzio-assenso. Va sempre ricordato, comunque, che è stata l’Autorità dell’Energia a stabilire l’aumento della tariffa di una percentuale di poco superiore all’8% ogni anno, dal 2016 al 2019. Si arriverà quindi, in quattro anni, ad una crescita del 34%. I calcoli del gestore portano ad un conguaglio di 77.535.745 euro, che andranno spalmati dal 2021 al 2027. Tenendo presente anche che nel febbraio scorso l’Aeegsi, relativamente agli anni 2012-2015, ha riconosciuto ad Acea un conguaglio di 53 milioni di euro. Il recupero avverrà nel periodo regolatorio 2016-2019. Infine, ci sono altri 20 milioni di morosità che il gestore ha individuato.

L’iter
Come illustrato dalla Segreteria Tecnico Operativa nella riunione di venerdì scorso, l’Aeegsi il 19 luglio «ha comunicato alla Sto e al gestore che, dato il contenuto delle due istanze presentate, entrambe sono considerate come istanze di revisione straordinaria della proposta tariffaria». Ecco perché i tempi di convocazione dell’a ssemblea dei sindaci sono stati ristretti, anche se il termine entro il quale bisognava procedere era inizialmente il 30 aprile. La stessa Sto nella relazione sull’argomento ha scritto: «L’istanza del 30 maggio 2016 (ndr: quella di Acea) e l’istanza di riconoscimento dei maggiori costi di morosità, così come presentati dal gestore, generano un conguaglio complessivo di circa 80 milioni di euro, che dovranno essere sommati ai 53 milioni già riconosciuti all’A utorità per l’Energia con la delibera 51/2016». La Segreteria Tecnico Operativa ha elaborato una proposta nella quale il conguaglio ammonta a 34.781.854 euro, da recuperare sulle tariffe dal 2021 al 2033. La relativa delibera, però, è stata respinta con 31 voti contrari, 14 favorevoli e 8 astenuti.

Se davvero la conferenza dei sindaci verrà riconvocata per fine agosto, allora la decisione sul piano tariffario avverrebbe poco prima di una ulteriore seduta importante, quella sulla diffida ad adempiere. A settembre, infatti, scade il termine che l’Ato ha indicato ad Acea per effettuare alcuni interventi. Se i sindaci dovessero respingere le controdeduzioni del gestore, allora si aprirebbe la procedura di risoluzione della convenzione.

 

Se il Pd continua ad essere cieco e sordo di fronte alla spaccature
La domanda vera è: fino a quando il Partito Democratico farà come se nulla fosse mai successo? Le votazioni in sede di assemblea dei sindaci sull’acqua (che hanno affondato tutte le proposte in campo, compresa quella del primo cittadino di Alatri Giuseppe Morini) rappresentano solo l’ultimo episodio. Dopo le sconfitte alle elezioni di Cassino e Sora ci sono state diverse polemiche, ma alla fine nessuna soluzione. E ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Esattamente come avvenne dopo le elezioni di Veroli, Isola Liri e Ceccano. Ma c’è un ulteriore aspetto da sottolineare. Il sindaco di Alatri Giuseppe Morini, subito dopo l’esito della votazione che ha respinto il suo emendamento, ha risposto così alla domanda se una parte dei Democrat non avesse condiviso la sua indicazione: «Quale Pd?».

Il clima è questo e sicuramente il presidente della Provincia Antonio Pompeo sta riflettendo anche e soprattutto sulla votazione che ha bocciato la proposta della Segreteria Tecnico Operativa dell’Ato. Mercoledì a Frosinone arriveranno il ministro per le riforme Maria Elena Boschi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per illustrare le ragioni del Sì al referendum. In quella occasione naturalmente il Pd provinciale si mostrerà unito. Ma è evidente che una volta per tutte dovrebbe essere favorita una discussione decisiva. Altrimenti si andrà avanti con un logoramento quotidiano. Il segretario provinciale Simone Costanzo, insieme ad Antonio Pompeo, aveva incontrato i sindaci del Pd prima dell’assemblea. Ma alla fine il partito non è riuscito a trovare e portare avanti una linea unitaria. Non è la prima volta che succede e forse non sarà neppure l’ultima.

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