Top & Flop * Lunedì 24 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

BEPPE SALA

L’Italia torna Olimpica e lo fa con il traino di Milano, la città dove tutto è possibile, l’eccellenza di un Paese che arretra dalle Alpi alla Sicilia. Dopo la straordinaria edizione di Cortina 1956 e quella bellissima di Torino 2006, nel 2026 toccherà all’ alleanza tra Milano e Cortina che vedrà in primo piano anche la Valtellina, la Val Di Fiemme, Val Pusteria e Verona, con la cerimonia finale all’Arena.

Beppe Sala

Milano dunque ospiterà le Olimpiadi invernali del 2026: ha battuto Stoccolma, dimostrando una volta di più come l’organizzazione, la competenza e la progettualità fanno la differenza. Più che giustificata l’esultanza del sindaco Beppe Sala quando è stata annunciata l’assegnazione dei Giochi a Milano. Sala sembrava Marco Tardelli al Mundial 82. Ancora una volta emerge la differenza: tutto ciò che a Roma non è possibile (Virginia Raggi ha rinunciato a competere per i Giochi olimpici), a Milano diventa un valore aggiunto. Beppe Sala poi è il sindaco preferito da Nicola Zingaretti, neo segretario del Pd, che a lui guarda molto in prospettiva futura.

Sala ha pensato al futuro. Medaglia d’oro.

NICOLA OTTAVIANI

Ha gestito un’emergenza grave, difficile, pericolosa e complicata con polso fermo, lucidità e competenza. Quando domenica pomeriggio c’è stato l’incendio alla Mecoris, nessuno sapeva cosa fosse successo e men che meno poteva immaginare la successiva evoluzione.

Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone, ha agito immediatamente, con un’ordinanza che ha individuato il cerchio di azione: due chilometri. Ben sapendo però che il vento e le condizioni atmosferiche avrebbero mutato la situazione in tempi rapidi. E lui ha tenuto il passo, stando in anticipo costantemente. Gli sono andati dietro tutti: dai colleghi di altri Comuni al presidente del Tribunale, al commissario della Asl. Ma Ottaviani ha disposto anche la chiusura delle scuole e altri divieti, dimostrando un decisionismo che a Frosinone non si è mai visto. Quindi il monitoraggio continuo delle centraline e oggi pomeriggio la dichiarazione di fine emergenza.

Tenendo però sotto controllo la situazione anche per le prossime ore. L’uomo giusto al posto giusto.

FLOP

NATALIA-MORINI-DE DONATIS

Uniti da un insolito destino in un azzurro mare di giugno. In Ciociaria non c’è il mare? E chi se ne importa. C’è un insolito destino politico però. Daniele Natalia, ad un anno di distanza dalla vittoria al Comune di Anagni, sembra la brutta copia del candidato autorevole e vincente che alla fine ha conquistato la fascia tricolore.

Il sindaco di Anagni Daniele Natalia – Foto Cesaritti

L’astro nascente del centrodestra, oltre che di Forza Italia. L’alfiere di un patto generazionale che attraversava trasversalmente i vari partiti della coalizione. In dodici mesi sembra aver perso smalto, forse ha bisogno che qualcuno lo risvegli e lo riporti agli antichi splendori. Giuseppe Morini, sindaco di Alatri, ha smesso di gravitare nell’orbita politica del presidente del consiglio regionale Mauro Buschini. E si è perso nello spazio politico che non ha più. Al Comune di Alatri è costantemente sotto attacco e non riesce ad invertire il trend. Roberto De Donatis a Sora ha scoperto di avere molti nemici politici. Non soltanto per la nomina ad Ambiente Surl. Al punto che in tanti si stanno coalizzando “contro” per non farlo ricandidare. Natalia, Morini e De Donatis sono molto diversi tra loro, politicamente e perfino caratterialmente.

Ma tutti e tre, per motivi diversi, sembrano aver perso il filo. Isolati.

TOTI-CARFAGNA

La strana coppia politica “azzurra” è finita nella trappola perfetta di Silvio Berlusconi. Entrambi hanno avuto il compito di accompagnare il Partito al congresso cercando di rilanciarlo. Ma questo significa aver diviso sul nascere il… potere.

E poi chi assicura loro che a novembre non ci saranno altri candidati all segreteria? Chi dà loro la garanzia che alla fine Berlusconi non punti su una terza soluzione? Oppure che altri big del partito possano decidere di “strappare”? Intanto però sono loro al comando di un partito in crisi di voti e di identità: toccherà a loro ora cercare di mediare. E questo finirà con indebolire entrambi.

Sedotti e bidonati.

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