Top & Flop * Lunedì 5 agosto 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

GIOVANNI TURRIZIANI

Il presidente di Unindustria Frosinone ha avuto il coraggio di dire che il Re (la politica) è nudo e senza corona. Lo ha fatto mettendo sul banco degli imputati il Governo, ma non solo. (leggi qui Economia, ora è allarme rosso)

Giovanni Turriziani, Foto: © Stefano Strani

Ha detto Giovanni Turriziani: “Chi si sta occupando dello stabilimento Fca di Piedimonte? E del relativo indotto? È chiaro che mi riferisco alla classe politica. Non ho sentito un solo grido d’allarme, non ho letto una sola volta che il futuro di quello stabilimento rappresenta la priorità delle priorità per l’economia provinciale. Il rischio è enorme: parliamo di migliaia di posti di lavoro, considerando anche l’indotto. È ora di dire, anzi di ribadire le cose come stanno: l’intero settore è stato massacrato dall’ecobonus. E va pure aggiunto che in tanti avevamo suonato l’allarme rosso. Ma il Governo è andato avanti per la sua strada, imboccando un vicolo cieco. Per la provincia di Frosinone l’automotive è il perno, insieme al chimico-farmaceutico. Non ho letto di nessun esponente politico che si è “incatenato” a Roma per protesta. Visto che non si è riusciti ad ottenere nulla, si poteva perlomeno protestare”.

Non ha scordato niente e nessuno. L’economia provinciale sta lentamente colando a picco. Nell’indifferenza di chi è stato eletto per provare a governare certi processi. Turriziani ha voluto che si sapesse. La pazienza è finita.

I PENDOLARI

Fino al 1° settembre saranno costretti a prendere il treno fino a Colleferro, scendere, salire su un bus navetta, arrivare a Ciampino, riprendere il treno e giungere alla stazione Termini di Roma. Percorso inverso al ritorno. (leggi qui Via ai lavori sulla linea: caccia alla coincidenza giusta)

Un calvario certamente, ma non tanto diverso da quello che sono costretti ad affrontare quotidianamente. Quando non ci sono neppure i lavori di manutenzione lungo la tratta ferroviaria. Strano che ci si meravigli adesso. Cioè nel momento in cui si stanno facendo i lavori di ammodernamento della rete. (leggi qui I super treni merci dalla Scandinavia a Malta: milioni di lavori in estate sulle linee Cassino e Formia). Il vero scandalo è invece che da decenni non è cambiato nulla, che il viaggio a Roma, e ritorno, è quotidianamente un terno al lotto fatto di disagi, ritardi e stanchezza.

Migliaia di persone in provincia di Frosinone si svegliano prima dell’alba e tornano a casa a sera inoltrata. Per andare a lavorare o a studiare. In condizioni uguali a quelle di decenni fa. Loro sì che dimostrano una pazienza infinita. Eroici.

FLOP

QUELLI CHE LECCANO

Mirabile e gigantesco l’affresco giornalistico di un autentico fuoriclasse come Vittorio Feltri. Che ha spiegato così il crollo di Forza Italia: “Caro Silvio Berlusconi, tardivamente le do un consiglio: non faccia mai del bene ad alcuno se non è sicuro di poterne sopportare l’ ingratitudine. Me lo ripeteva sempre la mia mamma. E lei ha fatto del bene a tanta gente, alla quale ha regalato posti importanti nel Partito e nelle sue aziende, gente che ora le volta le spalle, fugge alla ricerca di nuovi protettori e benefattori inesistenti».

«Quando Forza Italia era florida e mieteva consensi alla grande, lei aveva un codazzo di leccaculi impressionante… Nella massa dei postulanti abbondavano gli arraffoni e specialmente i cretini, i più difficili da addomesticare, buoni a nulla e capaci di tutto. Poi, sintetizzando, la sorte, caro presidente, si è voltata e lei è rimasto con il cerino in mano… Silvio, ora ti do del tu, sei stato tradito da chiunque. Non devi prendertela con Salvini, un tuo concorrente, ma con i tuoi fedelissimi che si sono rivelati infedelissimi… Andreotti una volta mi disse: ho più fiducia in lei che è un nemico sincero che non in certi amici i quali, mentre ti lodano e ti sbrodano, affilano il coltello».

«Questo concetto vale pure per te».

Sic transit gloria mundi.

LA VIGNETTA DI VEROLI

Se l’azione politica della Lega a Veroli è quella sintetizzata nella vignetta “controFrancesca Cerquozzi, allora si capisce bene perché il Carroccio, nello stesso giorno, ha dilagato alle Europee franando alle Comunali.

Un condensato di “luoghi comuni” troppo banali per essere presi sul serio. E poi quale sarebbe la colpa della Cerquozzi: di essere bionda e secondo taluni anche carina? E quindi, avendo queste due qualità, non può essere anche intelligente?

Per contro, però, alla fine sempre di una vignetta parliamo, non di un discorso al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. La riposta del Pd, soprattutto delle donne del Partito, è stata durissima. Finendo con il legittimare politicamente un’operazione (quella della Lega) di nessuna valenza. Sarebbe bastato usare l’ironia, come ha fatto peraltro la diretta interessata.

Infatti suo social la Cerquozzi ha scritto: “Stamattina mi sveglio e trovo sul mio WhatsApp una marea di messaggi dei miei amici che mi segnalano questa vignetta postata dalla Lega Veroli. Loro sono preoccupati e arrabbiati io al contrario molto divertita. Non è da tutti essere protagonisti di un fumetto! Certo mi aspettavo qualcosa di più rispetto al solito evergreen bionda/stupida. E comunque ragazzi, sì, sono bionda, bella(l’avete detto voi), mi piace indossare le gonne, più o meno corte, sono sorridente, gentile e talvolta faccio anche qualche selfie con le amiche! Vi do anche un’altra grande notizia: continuerò a farlo e a comportarmi come ho fatto fino ad oggi. È una battaglia più culturale che politica, è la mia battaglia. La Lega si attrezzi per cercare di far evolvere la propria mentalità perché per molto ancora a Veroli dovrà confrontarsi con amministratrici donne, capaci e competenti. Sappiate che non rinunceremo ad essere protagoniste nella guida della città per gratificare la vostra concezione maschilista dell’amministrazione della cosa pubblica, come direbbe il vostro capitano: buona opposizione e bacioni”.

Ecco. Alla scivolata (in discesa) del Carroccio serviva più la simpatia che la rabbia. E la vignetta? Non se la ricorderà nessuno. Una risata vi seppellirà.

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