Top & Flop * Martedì 25 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

ANTONIO POMPEO

È stato l’unico politico locale ad intervenire sui diversi fronti aperti (e caldissimi) di oggi. Sia per quanto riguarda i rischi legati al futuro dello stabilimento Fca Cassino Plant, spina dorsale dell’economia provinciale. Sia soprattutto sul tema dell’ambiente collegato al lavoro.

Foto © M. Di Lonardo

Antonio Pompeo ha preso carta e penna rivolgendosi direttamente al ministro Sergio Costa, al presidente del Lazio Nicola Zingaretti ed a tutti i sindaci della Ciociaria. Andando al cuore del problema e mettendo nero su bianco il suo pensiero. Raccogliendo così la sfida lanciata in mattinata da Alessioporcu.it. (leggi qui Lavoro e inquinamento: chi se la sente di prendere iniziative serie?). Pompeo ha scritto: “Occorre un cambio di passo e una svolta, stabilendo regole certe per favorire sia la necessità delle aziende che la tutela della salute dei cittadini. Nessuno vuole fermare lo sviluppo, a patto però che lo stesso sia realizzato salvaguardando il nostro ecosistema. Oggi questo è difficile da fare, anche per la confusione presente a livello normativo. È emblematico il caso delle Province che continuano ad assicurare i servizi in materia ambientale andando oltre le competenze fissate dalla legge 56/2014”.

Il punto è questo. Tempestivo e diretto.

MARIA PAOLA D’ORAZIO

La capogruppo del Pd a Sora non ha risposto di istinto. Non è stata una presa di posizione dettata dall’orgoglio ferito di una donna.

No, Maria Paola D’Orazio ha replicato all’ex sindaco Ernesto Tersigni portando il confronto esattamente dove voleva lei. In aula Tersigni si era chiesto ad alta voce se qualcuno avesse pagato una settimana di vacanze in più alla D’Orazio, per farla essere assente proprio nel giorno decisivo della votazione con cui eleggere l’amministratore della municipalizzata Ambiente Surl. Lei ha spiegato: “E’ un maschilista che sfocia in atteggiamenti sessisti, crede di poter tenere tutto sotto controllo, soprattutto me che sono donna. Ma si sbaglia”. E ancora: “Pensavo che la batosta elettorale del 2016 lo avesse cambiato…”. (leggi qui E Maria Paola frustò Ernesto: «Maschilista, sessista, di cattivo gusto e…»). In realtà la D’Orazio ha voluto far capire non soltanto che è in campo adesso, ma anche domani.

E che in campagna elettorale è pronta a qualunque tipo di battaglia politica. Tigre.

FLOP

PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI

I sindaci della Consulta del cassinate li hanno fatti a pezzi in loro assenza. Perché oggi c’era una riunione sulla questione riguardante lo stabilimento Fca di Piedimonte. Con tutto quello che significa per l’economia del territorio. Nessuno si è visto.

Possibile che i parlamentari della Lega Gianfranco Rufa, Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi, Claudio Durigon (peraltro sottosegretario), dei Cinque Stelle Luca Frusone, Ilaria Fontana (doppiamente grave perché è la parlamentare eletta nel collegio di cassino al posto di Mario Abbruzzese), Enrica Segneri, di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini fossero tutti impegnati in cose più importanti? Stesso discorso per i consiglieri regionali Mauro Buschini, Sara Battisti (Pd), Pasquale Ciacciarelli (FI), Loreto Marcelli (Cinque Stelle). Possibile che questo territorio non sia mai sul pezzo a livello di rappresentanza politica? Tutti a parlarsi addosso o a specchiarsi in qualunque tipo di selfie, ma quando bisogna determinare una situazione vera, nessuno risponde all’appello.

I sindaci non hanno fatto sconti. Parlamentari nazionali e regionali come risponderanno. Ma intanto l’assenza pesa. Evaporati.

ANGELO D’ALIESIO

Scilla o Cariddi? La padella o la brace? Essere o non essere? Sindaco s’intende. Non è semplice la scelta del sindaco di Cervaro Angelo D’Aliesio, coinvolto in un’inchiesta riguardante l’appalto della nettezza urbana.

Il problema è nato quando il Prefetto Ignazio Portelli gli ha revocato la sospensione dalla carica di sindaco. A quel punto D’Aliesio è iniziata una girandola poco edificante di dimissioni: prima il vicesindaco e poi il sindaco. Per non scottarsi le dita con un’inchiesta che ha lasciato molte perplessità anche al magistrato chiamato a valutare gli arresti operati. Al punto da liberare subito il sindaco ed i suoi collaboratori. D’Aliesio, da persone perbene quale è, non intende mettere piede in Comune fino a quando “non sia pienamente chiarita la mia assoluta estraneità ai fatti”. Suona anche bene come frase, ma non è quello che può dire un sindaco. Eletto dalla gente per amministrare, non per determinare una paralisi gestionale dell’ente. Certo che ci sono dei rischi, ma questo lo sanno tutti quelli che si candidano e vengono eletti a cariche amministrative o politiche. Se non se la sentono di affrontare situazione complesse, basta che non si candidino.

Il punto è che la fascia tricolore dà una dimensione istituzionale. Che resta prevalente. Il Prefetto Ignazio Portelli lo ha diffidato, imponendogli di tornare al Comune.

Ma Angelo D’Aliesio non se la sente. Fuga dalla fascia tricolore.

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