Top & Flop * Martedì 11 giugno 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

BARBARA DI ROLLO

Ha creduto nelle primarie, ha mediato all’interno e all’esterno del Partito Democratico, è stata la prima degli eletti. Una colonna della coalizione di centrosinistra che ha portato Enzo Salera alla vittoria a Cassino.

Barbara Di Rollo

Adesso è in pole position per la carica di presidente del consiglio comunale. Una carica di rilievo istituzionale. Anche se a questo punto spetta a lei la prima scelta. Si è presa una rivincita enorme dopo anni nei quali non soltanto ha fatto la gavetta, ma ha accettato con spirito di Partito ogni tipo di decisione. Inoltre va sempre considerato che per una donna le difficoltà sono doppie o triple in un mondo, quello politico, nel quale il maschilismo è imperante.

La vittoria di Cassino la proietta in una prospettiva diversa, sia nel breve che nel medio periodo.

La più brava del reame.

Gianluca Quadrini

Sta governando la pancia. Nel senso politico e da una decina di giorni anche nel senso… dietetico. Nessuno sa quale delle due cose gli risulti più difficile.

Gianluca Quadrini

Davanti al crollo di Forza Italia e alla sconfitta di Mario Abbruzzese al ballottaggio, ha reagito con calma e anche con un certo stile. Gianluca Quadrini è rientrato nei ranghi “azzurri” come vicecoordinatore regionale, voluto direttamente da Claudio Fazzone. In un momento nel quale dalla barca di Forza Italia vanno in via in molti, lui ha fatto il percorso inverso. Con entusiasmo e voglia di mettersi alla prova. Dopo il turno elettorale sarebbe stato fin troppo semplice salire sul pulpito e provare la spallata. Invece ha fatto prevalere la testa e cercherà di aggregare ed unire.

Fioretto al posto della spada.

FLOP

Nicola Ottaviani

Il pericolo lo aveva fiutato subito e per questo si era rivolto direttamente al vicepremier, ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini. Nicola Ottaviani temeva la beffa nel decreto Salva Roma, perfino dopo che era stato ribattezzato Salva Comuni.

Nicola Ottaviani © Stefano Strani

E infatti, nell’emendamento frutto dell’eterna mediazione tra Cinque Stelle e Lega, il risultato finale, politico, è stato questo: si continuerà a salvare Roma e nel frattempo si stanzieranno dei fondi per dare una forte boccata di ossigeno ad alcuni Comuni, quelli delle città metropolitane. Ergo, i Comuni più piccoli, tra i quali Frosinone, dovranno continuare a seguire corsi di finanza creativa per rientrare dal deficit, evitare il dissesto e cercare di non mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Resta il fatto che Nicola Ottaviani, sindaco leghista di un capoluogo di provincia, si era rivolto per questo al Capitano Matteo Salvini. Ma evidentemente non è riuscito a convincerlo.

Periferia dell’Impero.

Francesco Zicchieri

Ha fatto la fine dei pifferi di montagna, quelli che andarono per suonare ma furono suonati. Alla riunione del direttivo provinciale della Lega ha bacchettato i militanti ciociari invece di ringraziarli per il 40,3% delle Europee. (leggi qui «Qui comando io»: ed i leghisti si ribellano a Zicchieri).

Francesco Zicchieri

Paventando anche espulsioni per chi avesse parlato con i giornali o si fosse permesso di rilasciare qualche dichiarazione senza chiedere prima l’autorizzazione. A lui naturalmente. Nemmeno mezza parola di autocritica per le scelte politicamente scellerate che hanno portato alle sonore sconfitte di Cassino, Veroli e Ceprano. Nella migliore tradizione che è sempre meglio sparare sul pianista piuttosto che sui generali. Perché, a volerla dire tutta, sia a Cassino che a Veroli “insistono” due parlamentari come Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa. Risultato: dalla sala c’è stata una vera e propria sollevazione e alla fine Zicchieri ha anche sfiorato lo scontro fisico con un militante. Della serie facciamoci del male.

Ha sbagliato tutte le mosse, dando la sensazione di un masochismo politico senza precedenti. Tafazzista.

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