Via dal groppone: il Comune si toglie dalle spalle il Forum della Ricerca

 

DOMENICO TORTOLANO per IL MESSAGGERO ED.FROSINONE

Il Forum della ricerca, l’enorme edificio a forma di vela situato nell’area industriale di Cassino, dopo anni di abbandono è tornato a nuova vita. E’ stato affidato in gestione sperimentale, infatti, a un’azienda impegnata nella produzione di energia rinnovabile. Pale eoliche per produrre energia elettrica. Non paga il fitto, ma la manutenzione è a proprie spese. Per rimettere a posto il palazzone (finestre rotte, parquet in frantumi ed altro), il nuovo gestore ha già speso circa 100mila euro. Solo la sorveglianza costava al comune 635 euro al mese. Ora un costo in meno per le casse comunali. E comunque il Forum diventerà un incubatore di aziende start up che puntano sull’innovazione. E per il 25 maggio è in programma un workshop nazionale di start up.

L’edificio, costato 6 milioni di euro, è rimasto chiuso diversi anni ed è stato al centro di forti critiche per lo stato di abbandono. Iniziato nel 2005, con fondi regionali, è stato terminato dall’attuale amministrazione nel 2012 con ulteriori lavori di completamento per un milione di euro. Nei giorni scorsi è stato effettuato dai tecnici comunali un sopralluogo nell’area al fine di elaborare un piano per la futura gestione e il miglior utilizzo dell’immobile.

«Il Forum – dice l’assessore alle Finanze Enzo Salera – dovrà diventare il punto di riferimento delle nuove aziende che operano nell’innovazione e nella ricerca. La proposta è quella di far svolgere ogni anno un workshop dove le aziende possono presentare le proprie attività di ricerca. La nuova gestione potrà essere anche da traino per altre start up che cercano una sede idonea. Un modo per creare nuova occupazione in un’area prossima allo stabilimento Fca e al suo indotto».

Negli anni scorsi per il suo utilizzo vennero sollecitati sia l’Università che la stessa Fiat, ma vi rinunciarono perché l’immobile venne ritenuto non idoneo ai propri fabbisogni. Ed anche altre iniziative non ebbero successo. Una struttura ritenuta inutilizzabile, a parere dei tecnici di queste aziende, per i grandi spazi senza alcuna divisione e priva di servizi. Ora, invece, è stata trovata la soluzione, temporanea, con l’attuale azienda che sta utilizzando l’edificio industriale con la manutenzione a carico. Ne è stata ipotizzata anche la ristrutturazione per ospitare più aziende operanti nei settori della ricerca e della telematica.

Il comune di Cassino ha in programma di utilizzare anche una struttura risalente al 1918, ma in abbandono dal Dopoguerra. E’ l’ex campo di concentramento di proprietà del demanio statale. Con la nuova legge, questi immobili, su richiesta, possono passare sotto la gestione degli enti locali. Il comune di Cassino ha avuto accolta la domanda e su istanza di Progetto democratico di Michele Giannì ha intenzione di trasformare la struttura in un museo della linea Gustav.

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