Tari Capone: «Ecco perché il web non può diventare giornale»

di Marco Tari Capone
Editore di Sora24.it

Caro Direttore,

mi inserisco nel dibattito sul futuro dell’editoria nella provincia di Frosinone (leggi qui il precedenteleggi qui la risposta di Massimo Pizzuti). Purtroppo, per mia esperienza, la realtà è più triste rispetto a quanto emerso sul suo blog: quello che piace ai lettori del web, spesso, non ha niente a che fare con il giornalismo. Dimostrazione ne è Fanpage.it (il giornale italiano più seguito su Facebook con circa 5milioni di fan e 3milioni di lettori al giorno), le cui notizie più lette sono i così detti “gattini” (post virali con il solo scopo di incrementare i click). Lo stesso risultato lo vediamo anche in provincia di Frosinone: gli argomenti più seguiti su Sora24 non sono sicuramente quelli politici o culturali, ma anche su Ciociaria Oggi (un giornale vero, per intenderci) l’articolo che ha avuto più condivisioni nell’ultima settimana riguarda un video di un sacerdote che celebra messa con il cellulare. Insomma, niente che spinga alla riflessione: il lettore sul web preferisce il gossip, la polemica facile o lo svago.

Non sono giornalista. Faccio l’editore ed ho molto rispetto per la vostra professione. Purtroppo, nella provincia di Frosinone il web non potrà mai pagare lo stipendio di 40 giornalisti, ed a rischio c’è lo stesso futuro dell’informazione locale. Per fare un esempio “il Post” – uno dei pochi siti nazionali di vera informazione – ha una redazione di soli cinque professionisti. Nel mio caso, penso sia già stata una grande impresa l’essere riuscito a far quadrare i conti con un solo impiegato.

Senza contributi all’editoria e senza inserzionisti locali disposti ad investire, il web in provincia di Frosinone, così come in ogni altro ambito più ristretto, non può essere la soluzione alla crisi della carta stampata, perché i ricavi sarebbero minimi. Ad esempio: se per assurdo un giornale online raggiungesse quotidianamente tutti e 100.000 i lettori potenziali della provincia ed ognuno di essi leggesse in media tre pagine al giorno, il fatturato giornaliero della pubblicità (supponiamo un ricavo di tutto rispetto di 1,5 Euro x 1.000 visualizzazioni) sarebbe di 450 Euro netti, ossia 13.500 Euro al mese, 162.000 Euro l’anno. Quanti giornalisti potrebbero essere pagati con questa cifra?

Purtroppo sono questi i numeri, ma forse è meglio non dirli, fin quando ci sono Editori che continuano a crederci (ed a buttarci soldi). Se non cambiano le cose (e non saprei come), il futuro dell’informazione locale è segnato. Purtroppo!

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