Constatazione di morte avvenuta

GIANLUCA TRENTO per CIOCIARIA EDITORIALE OGGI

Più che una ricetta da usare per somministrare una cura da cavallo al sistema Ciociaria, il rapporto del Sole 24 Ore sulla qualità della vita appare come una constatazione di morte avvenuta.

I numeri, nella loro freddezza, sono impietosi. Tanto che fanno addirittura emergere che dal le nostre parti la speranza di vita ha perso ben 5 posizioni, relegando il Frusinate al 95° posto. E quei cinque passi in avanti rispetto allo scorso anno, dimostrano solamente che qualcun altro ha fatto peggio di noi.

Ma il dato più eclatante è il raffronto con il 1999,quando ancora la Ciociaria occupava il 51esimo posto in Italia. Ora siamo all’84esimo. Un tonfo micidiale; una sorta di prova provata di quella scarsa incisività della classe politica che si è succeduta negli ultimi 16 anni.

L’impoverimento del territorio emerge anche analizzando i dati sui depositi: 91esimi in Italia. Perfino la peculiarità della propensione al risparmio appartiene a un passato forse non più recuperabile. Inutile parlare di ambiente: sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Piangersi addosso è, però, diventata una pericolosa abitudine.

In tempo di bilanci preferiamo guardare all’ultima spiaggia, cioè a quel solo spiraglio che emerge dal rapporto, vale a dire la crescita di una nuova classe di giovani imprenditori che, guardando alle nuove tecnologie e alla sostenibilità ambientale, rappresentano un punto di ripartenza. Il numero, in questo caso, è in controtendenza rispetto agli altri indicatori economici: più 22%. L’unica goccia di speranza che potrebbe far vedere il bicchiere da vuoto a mezzo pieno.

 

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