«La Regione favorisca i legami tra università e industrie»

di VALENTINO ABBATE
Consigliere d’Amministrazione Università di Cassino
Rappresentante degli Studenti

Sarebbe come se Giulietta fosse stata sul balcone e Romeo lungo la strada ma non vedesse la sua amata: è più o meno quello che accade da troppo tempo a due entità che si trovano sul territorio della provincia di Frosinone e ne sono, a pieno titolo, protagonisti dello sviluppo. Le grandi aziende stanno alla finestra e l’Università di Cassino è accanto a Romeo: non vede cosa potrebbe realizzare se solo alzasse lo sguardo.

Università e aziende del territorio dialogano poco. Molto meno di quanto accade all’estero. In quella stessa Europa della quale l’Italia fa parte. In Germania, ad esempio, una parte del corso scolastico si sviluppa direttamente sul luogo di lavoro.

Di chi è la colpa? Di Giulietta che non fà un fischio a Romeo, o di Romeo che è miope e non mette gli occhiali?

Con molta probabilità né dell’uno e né dell’altro. Romeo e Giulietta non si cercano perchè non hanno alcun motivo per farlo. Le industrie, anche le più grandi, non hanno alcun interesse a cercare l’università; sono interessate semmai agli universitari una volta laureati con buoni voti. Le università non hanno alcun vantaggio nel cercare le industrie.

Occorre una scala per quel balcone. Serve una politica di sistema che renda conveniente per le industrie, avere lungo le sue linee di produzione i giovani universitari che si stanno formando. Magari per poterli selezionare già durante la carriera accademica.

Esistono realtà europee che garantiscono benefici fiscali alle aziende che fanno formazione o utilizzano i giovani per la ricerca.

Una scala che è indispensabile attivare anche nel nostro territorio. La Regione ne ha competenza. E gli studenti hanno il dovere di sollecitarlo.

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