L’ira di Patrizi: «Schiavi di Roma e nessuno volle ascoltarci»

di GIUSEPPE PATRIZI
già Presidente della provincia di Frosinone

Egregio Direttore,
prendo spunto dalla sua profonda e attenta analisi, perfetta e allo stesso tempo amara per il nostro territorio (leggi qui il precedente).

C’era da aspettarselo vista l’inconsistenza della politica degli ultimi anni, miope ed inefficace, incapace di difendere il territorio. Qual è stata la forza politica che ha difeso le Province, gli enti più vicini alle amministrazioni comunali e ai cittadini, e il loro importante ruolo di coordinamento delle azioni di sviluppo locale?

Ricordo che eravamo in pochi a batterci contro questa riforma scellerata che ha procurato solo i danni che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Il venir meno delle Province rafforza il potere di Stato centrale e Regioni che possono agire incontrastate su ogni fronte.

I nostri rappresentanti politici che hanno incarichi nelle varie istituzioni si sono preoccupati solo nel momento in cui c’è stata una proposta di accorpamento delle Regioni, che ha visto vacillare più di qualche poltrona…

Sono convinto che anche gli altri enti intermedi, Consorzio industriale, Camera di Commercio ecc., faranno la medesima fine delle Province e ne scaturirà che saremo oggetto dello strapotere romano. Anche sul fronte della sanità si stende un velo pietoso.

Se la soddisfazione della nostra classe politica è quella di togliersi il gusto di sostituire un Direttore generale senza guardare a strategie di miglioramento dei servizi che possano farci fare un salto di qualità nel settore, allora vuol dire che siamo arrivati a toccare il fondo…

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