Pigliacelli: «Trent’anni fa un clic ha cambiato le nostre vite, non fermiamoci»

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Marcello Pigliacelli

 

di MARCELLO PIGLIACELLI
Presidente della Camera di Commercio di Frosinone

Trent’anni fa un gruppo di pionieri “visionari” collegò l’Italia a Internet, tra i primi Paesi in Europa. Era il 30 aprile del 1986: il segnale partì dal Centro universitario per il calcolo elettronico del Cnr di Pisa (Cnuce) e arrivò alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. La notizia fu oscurata dal disastro di Chernobyl avvenuto pochi giorni prima. Ma in quel momento preciso la storia stava cambiando e un clic avrebbe mutato per sempre le nostre vite.

E’ difficile immaginare oggi come si viveva senza internet, quando per le ricerche si doveva andare in biblioteca, quando per ottenere un certificato (rigorosamente cartaceo) occorreva superare diversi passaggi burocratici. Quando la macchina da scrivere sembrava un baluardo di modernità. E’ cambiato tutto con un clic: nel quotidiano e negli uffici, nella Pubblica Amministrazione e nel modo di informarsi. Si potrebbe discutere per giorni sui vantaggi e sugli svantaggi, ma certamente il futuro non si può fermare e la tecnologia scopre ogni giorno nuove frontiere. Oggi perfino il computer è considerato sorpassato, superato dai tablet, dai telefonini con i quali fai tutto, dagli smartphone e da tutto il resto.
Ma è impossibile parlare di internet senza citare il discorso di Steve Jobs a Stanford: “Siate affamati, siate folli, perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero”.

Beh, aveva ragione. Avrà sempre ragione. Naturalmente l’Internet Day induce ad una riflessione ognuno di noi, nel nostro piccolo. Anche la Camera di Commercio conosce un prima e un dopo internet. Oggi nei nostri uffici è possibile “interagire” in tempo reale con banche dati ed enti, un certificato viene rilasciato in pochi secondi, per una visura bastano delle… paroline magiche.
Il mondo delle imprese non può fare a meno di internet. Recentemente abbiamo portato avanti un progetto che si chiama Eccellenze in digitale. Bastano i numeri per evidenziare il successo: 140 aziende hanno sottoscritto la manifestazione di interesse presso la Camera di Commercio di Frosinone, 70 hanno modificato il loro status da offline a online e hanno almeno una presenza on line (sito internet, pagina sui social, localizzazione e presenza su Google map), 229 imprese hanno seguito almeno un seminario sul web marketing e 75 hanno conseguitola certificazione digitale. Infine, 4 aziende della provincia sono state individuate come casi di successo per il portale di Google Eccellenze in Digitale. Insomma, dopo 30 anni, la “fame” di internet è la stessa.

Ci permettiamo di ricordare che la Camera di Commercio di Frosinone in questi anni ha messo in piedi una serie di progetti concreti, che vanno nella direzione di “informatizzare il territorio”. Ne cito due per tutti. Il primo: “Attivazione di nuovi servizi integrati per il processo civile telematico e l’invio telematico delle comunicazioni al registro Imprese delle procedure concorsuali”. Una collaborazione enorme tra la Camera di Commercio e il Tribunale di Frosinone. Grazie alla quale i fascicoli cartacei sono spariti a vantaggio della consultazione telematica. Attraverso una smart card è possibile oggi accedere agli atti. Un grande sforzo, premiato, per digitalizzare il tutto a favore del sistema imprenditoriale.
Il secondo: la Camera di Commercio ha promosso e sostenuto le cosiddette Smart Cities. In collaborazione con gli attori istituzionali del territorio. Un progetto per coronare il sogno di avere una provincia digitale. Con un territorio telematico. E’ motivo di grande orgoglio.

Dando uno sguardo alla codifica Istat per le attività economiche (Ateco), si scopre che la provincia di Frosinone è in continua crescita: 325 rilevazioni nel 2009, 398 nel 2014, 422 nel 2015. I dati fanno riferimento a tutte le transazioni che si effettuano utilizzando Internet.

La Camera di Commercio di Frosinone utilizza Internet dal 1998.

Oggi il sistema camerale, in Italia, gestisce uno dei più grandi database del Paese – con informazioni aggiornate quotidianamente su oltre 6 milioni di imprese e 10 milioni di persone – che, attraverso un data center all’avanguardia, nel 2015 ha erogato circa 20 milioni di visure online e gestito oltre 3 milioni di pratiche telematiche. Insomma, anche noi nel nostro piccolo, come insegnava Steve Jobs, siamo “affamati e folli”. Perché nessuno deve mai smettere di pensare di poter cambiare il mondo.

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