Assassinio a 5 Stelle: qualcuno salvi il Movimento (di A.Porcu)

Il Movimento 5 Stelle non è nato con il VaffaDay. Non ha visto la luce in nessuna delle piazze italiane in cui migliaia di persone si riunirono in quell’evocativo 8 settembre del 2007. Nè è nato con le elezioni politiche del 2013: quelle che hanno spalancato le porte di Camera e Senato ai primi Parlamentari grillini.

Non è nato in nessuna di quelle due occasioni perché entrambe sono state solo una colossale mossa mediatica. Studiata a tavolino da un genio della Teoria delle Masse che si chiamava Gianroberto Casaleggio. Sviluppata attraverso un algoritmo matematico, studiato apposta per incanalare tutta la delusione ed il malcontento della gente nei confronti di una politica sempre più capace di pensare solo a se stessa.

La nascita del Movimento 5 Stelle potrebbe avvenire in questi giorni. A portarlo al mondo politico non sarà né un algoritmo né un condizionatore di masse. Ma i suoi stessi iscritti ed i suoi eletti.

Sono loro che in queste ore stanno determinando quelle doglie, quei dolori da parto capaci di mettere fine a quello che fino ad oggi ci è stato presentato come Movimento 5 Stelle. Mentre in realtà è poco più di un mostro senza ideologia, costituito senza regole né statuto. Gigantesco cilindro vuoto nel quale ognuno può infilarci quello che vuole. E per questo dire che ci si trova bene.

Il dissenso interno nato intorno alla nuova legge elettorale è il segnale che invece il Movimento 5 Stelle è davvero quel movimento nato dalla base. Nel quale uno conta uno. Dove nessuno è il capo e per questo è differente da tutti gli altri Partiti.

Le doglie mettono in discussione la scelta di rinunciare alle preferenze per eleggere i prossimi deputati e senatori. Che sarebbe il definitivo assassinio dell’ideale che aveva portato 336mila persone a firmare la petizione di Grillo nel giorno del Vaffa day. Rappresenta la sua trasformazione ipso facto in uno dei tanti Partiti che invece prometteva di combattere.

Anche l’ultima trovata rappresenta un altro colpo di pistola al cuore del V Day e dei principi grillisti. Il Non – Partito ha ordinato ai suoi deputati di filmare il momento in cui ciascuno di loro vota i vari passaggi della nuova legge elettorale. Quel voto invece deve avvenire a scrutinio segreto. Lo introducemmo in Italia dopo 22 anni di Fascismo: altro esempio di gigantesco cilindro pieno di nulla. Ma capace di portare alla distruzione un Paese che aveva indubbiamente contribuito a costruire e rendere potenza mondiale. Altro che la cialtronata di oggi.

L’abdicazione delle preferenze per poter controllare gli eletti, nominarli come fanno tutti gli altri; l’eliminazione del voto segreto per azzerare il dissenso interno. Sono i segnali di una malattia capace di uccidere il Movimento.

I franchi tiratori andati a segno in mattinata su un emendamento della Riforma, il dissenso interno e la rivolta della base, tali da indurre Beppe Grillo a indire una nuova consultazione on line, sono il segnale che invece forse il MoVimento c’è. E che i principi sui quali si è ispirato in quel 2007 sono ancora vitali. Che il Non Movimento è capace di guidare il MoVimento. Ovunque lo voglia portare. Ma è lui ad autodeterminarsi. Non un nuovo monarca, travestito da comico, che si è ubriacato al primo calice di quel vino chiamato Potere.

L’Italia, in trepida attesa, è sul corridoio della Sala Parto.

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