«Nei container di Frosinone c’è una provincia Smart»

Giuseppina Bonaviri

 

di GIUSEPPINA BONAVIRI

 

Gentile Direttore,
esortata dalla lettura del Suo articolo “I container di Rotterdam e il vuoto di Frosinone” (leggi qui) accetto l’ invito da Lei lanciato ringraziandoLa per l’ospitalità.

Nell’estate del 2015 stimolai un dibattito pubblico – invitando cittadinanza, partiti e movimenti politici provinciali ad intervenire – sull’attivazione del Progetto Sistema Locale di Macro Area, Agenda 2016-2021 che si sa (per chi come me da anni si occupa incessantemente di politiche di innovazione) essere l’unico necessario alla costruzione dell’attuale percorso di cambiamento degli entroterra a partire proprio dalla governance condivisa.

Il Progetto che proponevamo e che attualmente è in atto vede al centro la città quale luogo attrattore e strategico delle nuove macro aree richiamando l’attenzione proprio sulla riqualificazione dei territori tramite Azioni Smart col sostegno di co-attuatori. La seria pianificazione strategica di un luogo parte da cose semplici: Cosa facciamo? Per chi farlo? Come accelerare il processo operativo comune?

Per questo chiedemmo ai nostri interlocutori politici (che si resero disponibili solo a parole nei diversi incontri che avvennero alla presenza dei loro rappresentanti provinciali e/o cittadini) di sottoscrivere una Dichiarazione di Visione mettendo in Rete lo Scenario planning, strumento che si presenta necessario al rafforzamento di una intera Provincia. Come è ben risaputo, ciò è avvenuto con risultati straordinari e a costo zero in molte grandi città a partire da Londra, New York, Monaco, Barcellona, Lione, Vancouver, Milano, Torino, Firenze, Cagliari, Bari.

Il Progetto Sistema Locale, orizzontale ed etico, restava tracciabile nell’Area del Mediterraneo “Mady in “. Co-progettare e monitorare dentro una città che diveniva laboratorio per i cittadini che la popolano creava e crea ricchezza, polarizzando un sociale innovato, equo e sostenibile necessario non solo alla transizione ma anche alla nuova visione della responsabilità dei governi locali per l’ammodernamento delle norme e per le riforme, a favore della intera collettività. Il territorio sarebbe diventato nell’immediato luogo attrattore e la ridefinizione di macro area, strategica per gli investimenti e per la riqualificazione tramite azioni Smart.

Non mi scoraggio mai, cosicché, ben sapendo che non ci sarebbero state alternative nonostante la miopia e l’inettitudine della classe politica locale che non voleva dare risposte alla proposta avanzata, il mio credo e la mia determinazione fecero si che nascesse l’Area Vasta Smart, un brand di visione complessa ora divenuto europeo, di cui sono diretta ed unica titolare. Il primo Progetto Pilota di Eccellenza che ne deriva l’ho voluto omaggiare alla Provincia di Frosinone.

Il Progetto Provinciale di Area Vasta Smart è stato finalizzato all’attivazione di un programma collaborativo di filiera per lo sviluppo ed il rafforzamento delle politiche di coesione territoriale e di macroarea relativo all’impiego dei fondi europei 2020 per la realizzazione degli interventi di valorizzazione, gestione e tutela dell’ambiente e miglioramento della qualità di vita verso il nuovo modello sociale, attualmente, voluto ed obbligato dalla Commissione europea a tutti gli Stati membri.

La nostra Provincia diventa così, nel silenzio più assoluto della stampa locale, la prima Provincia Smart italiana . Il Forum delle PA ne ha parlato come del primo “ caso “ italiano che sta virulentando altri territori, rigenerandoli.

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