Io, i Comitati, Alfieri ed i rifiuti (di M.Buschini)

di Mauro BUSCHINI
Assessore Regionale
All’Ambiente

 

 

 

Il mio intervento nella riunione della direzione provinciale del Partito Democratico di lunedì scorso (leggi qui ‘Zuffa alla Direzione Pd’) ha suscitato diverse reazioni.

Ritengo opportuno fornire alcuni ulteriori elementi, utili al dibattito. Come è naturale che sia, estrapolando un concetto da un ragionamento più ampio, lo stesso può prestarsi a interpretazioni diverse. E’ per questo motivo che ritengo utile intervenire per chiarire alcuni punti.

 

I COMITATI
Non è mia intenzione, nella maniera più assoluta, limitare in alcun modo gli spunti di dibattito e confronto sulle diverse tematiche affrontate. (Leggi qui ‘Se gli scocciatori chiedono a Buschini di ascoltarli…) Ho sempre valorizzato, nel corso di questi anni, le proposte di comitati, associazioni e rappresentanze, che svolgono una funzione preziosa e
insostituibile sul piano democratico e sociale, ricevendo sempre ottimi contributi di cui ho tenuto conto nella mia azione amministrativa.

La vitalità della democrazia, del resto, giunge dalla partecipazione dal basso e la permanente, incessante e doverosa attitudine all’ascolto non può diventare l’alibi per non prendere le decisioni. I dubbi e le sollecitazioni della società civile non possono rappresentare una scusante per ritardare l’azione di chi governa. Si ascolta tutti, dentro e fuori dal Partito, ci si compongono le idee, si giunge ad una sintesi.

Non ho mai affermato che le associazioni possano essere paragonate agli ‘scocciatori’: in qualità di assessore regionale e di consigliere regionale, come detto, ho fatto della concertazione uno degli elementi cruciali.

Ho parlato, nel corso di una direzione politica, sostenendo un concetto diverso e tutto rivolto, ovviamente, ad una discussione interna: se il Partito Democratico vuole recuperare la sua funzione di Governo deve, a mio avviso, una volta aperto il confronto con tutti gli interlocutori, giungere ad una sintesi.

Il mio, dunque, voleva essere il richiamo alla discussione, all’analisi ed alla riaffermazione della funzione della politica e dei partiti.

 

IL RICHIAMO AD ALFIERI
Con Domenico Alfieri, altro punto sul quale mi corre l’obbligo di intervenire, (leggi qui ‘Complotto contro Buschini e le palle di Alfieri’) ho un ottimo rapporto personale, politico e amministrativo. Abbiamo iniziato insieme a fare politica e non ho alcun bisogno, dunque, di “mandare dei segnali”, in particolar modo segnali di guerra. Politica, ovviamente.

Ritengo peraltro assolutamente legittima la battaglia intrapresa dai sindaci, motivo per il quale ho aperto il confronto con loro e con Roma Capitale.

Ricordo, solo per precisare, che il primo ad aprire la questione dell’anomalia dei rifiuti di Roma smaltiti nelle Province ed a porlo come problema all’amministrazione capitolina è stato il sottoscritto.

E’ stata, come ha ricordato Simone Costanzo, una discussione seria e approfondita, così come deve essere dopo sconfitte importanti. Ritengo giusto aprire la conferenza programmatica, che può consentire di discutere, senza ansie di elezione dei gruppi dirigenti, della linea politica e delle scelte condivise. Il protagonismo del Partito nelle scelte, non di gestione ma di programmazione, credo rappresenti la migliore garanzia di condivisione e trasparenza.

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