Ora basta marce su Gallinaro: se ne vadano al Tar

Biagio Cacciola

Politologo e Opinionista

Biagio Cacciola

 

di BIAGIO CACCIOLA
Politologo, Opinionista

 

L’ordine di demolizione del sindaco Mario Piselli per le opere abusive della Nuova Gerusalemme a Gallinaro non lascia spazio per nessuna rimostranza. Ora sappiamo in modo esplicito che le manifestazione che da qualche mese occupano il Paese di Gallinaro erano pretestuose.

L’ordinanza sindacale parla esplicitamente di abbattere entro 90 giorni le opere ritenute abusive. Cioè opere realizzate su una strada pubblica, con invasione anche di terreni privati. Ora si chiede alla Nuova Gerusalemme l’immediato ripristino ante abusi. (leggi qui il provvedimento del sindaco)

Dunque a cosa erano finalizzate le manifestazioni che ogni sabato hanno bloccato Gallinaro? A creare, un gruppo di pressione nei confronti del Sindaco?

Non c’entrava assolutamente nulla a questo punto la discriminazione religiosa paventata dalla Nuova Gerusalemme. Le geremiadi dei convenuti del sabato, infatti, sulla discriminazione religiosa non erano reali. Come d’altra parte sanno bene i cittadini di Gallinaro che ogni fine settimana sono stati praticamente bloccati da marce e sit-in.

In un altro paese probabilmente la cosa si sarebbe risolta in modo non pacifico. Bastava solo che un gruppo politico avesse convocato un comizio alla stessa ora delle manifestazioni del sabato. Cosi non è stato. Soprattutto per la moderazione dell’Amministrazione comunale che, comunque, non poteva non far valere le stesse leggi che riguardano ogni cittadino.

Ora questo gruppo non cattolico, mostri altrettanta moderazione, ricorra alle vie amministrative e liberi il Paese da una presenza non gradita e imbarazzante.

Alle autorità compete di far osservare quanto il sindaco ha decretato. Nessuna forzatura è più possibile. Dio vede e provvede.

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