L’apparizione di Medjugorie e l’invidia del vescovo di Mostar

Biagio Cacciola

Politologo e Opinionista

di Biagio CACCIOLA
Politologo, Opinionista

 

 

Il vescovo di Mostar Ratko Peric non ha dubbi. Sostiene che quella che sarebbe apparsa a Medjugorie è «una figura ambigua».

Lo ha scritto in un documento che ha riproposto nelle ore scorse. «Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje! Questa è la verità che sosteniamo, e crediamo nella parola di Gesù, secondo cui la verità ci renderà liberi».

Monsignor Ratko Peric è sempre stato contrario a riconoscere qualsiasi credibilità al fenomeno. Lo ha detto da subito. Non crede nemmeno alle “apparizioni” della primissima fase: quella che la commissione istituita da Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini aveva ritenuto invece contenere elementi di soprannaturalità. La relazione Ruini venne consegnata a Francesco nel 2014 al termine di un lavoro durato quattro anni. Suggeriva al Santo Padre di riconoscere solo il fenomeno delle prime settimane.

Ora Peric torna alla carica. Nelle ultime 48 ore ha pubblica un articolo che è un nuovo atto di accusa. Scrive che “La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai “veggenti” e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica“.

Le vie di Dio sono veramente infinite. A Lourdes, Fatima, La Salette, i piccoli veggenti furono ostracizzati e, in qualche caso anche perseguitati. Così, anche a Medjugorie il vescovo Ratko Peric nutre da sempre astio contro i veggenti e in particolare contro i Francescani.

Infatti i seguaci di San Francesco, per centinaia di anni, anche sotto la cattività dell’impero turco-ottomano, hanno saputo tenere viva la fiamma della fede nell’Erzegovina, enclave cristiana all’interno della Bosnia mussulmana.

E proprio a Mostar, capoluogo della provincia dove sorge Medjugorie, risiede il vescovo Peric. Che ci sforma sempre a più a vedere un piccolo paesino come Medjugorie inondato da milioni di pellegrini ogni anno, a confronto con i pochi e coraggiosi cattolici che frequentano il vescovado di Mostar.

Un ‘invidia antica che, addirittura anni fa, fece dire al vescovo ‘sfigato‘ che i messaggi erano opera dei francescani perché troppo perfetti dal punto di vista teologico.

La provocazione mondana del vescovo si è ripetuta proprio in questi giorni. Proprio ora che Papa Francesco ha praticamente deciso di sottrarre Medjugorie dalla sua potestà, affidandola direttamente alla Santa Sede nella persona dell’arcivescovo di Varsavia-Praga Henryk Hoser , incaricato di «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro».

Poco prima dell’arrivo dell’arcivescovo, Peric ha ridichiarato la sua incredulità nel fenomeno mariano più importante al mondo. Confermato da migliaia di conversioni, guarigioni, liberazioni e milioni di confessioni e comunioni. Cose che il vescovo invidioso Peric non vedrà nemmeno in cento anni, come gli auguriamo di campare.

Sta di fatto che, ormai, Medjugorie è tolta alla sua giurisdizione. La cura dei fedeli e la pastorale verrà supervisionata dal prelato polacco. A Peric, auguriamo che in Quaresima cerchi il dono dell’umiltà e ponga la rabbia e la frustrazione da cui è pervaso, ai piedi del monte delle apparizioni a Medjugorie.

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