Candidature, nel Pd è l’ora della ‘legge della jungla’

La battuta della senatrice Maria Spilabotte al quotidiano L’Inchiesta (Leggi qui) è significativa: “Non credo che De Angelis si candidi, lui favorisce il rinnovamento”.
In realtà hanno paura che De Angelis possa chiedere di candidarsi, alla Camera o alla Regione. Adesso poi che al Senato il premier Renzi balla e che alla Regione non si placano le voci di possibili elezioni anticipate, il caos è totale.
Alla Camera l’unico certo è il senatore Francesco Scalia, capolista. Poi nel listino potranno esserci fino a cinque candidati, ma si potranno esprimere due preferenze, una obbligatoriamente di genere. Quindi, gli uscenti Maria Spilabotte e Nazzareno Pilozzi potrebbero essere ricandidati e giocarsela a suon di consensi.

Possibile anche l’inserimento in lista di Sara Battisti, presidente provinciale del partito, dell’area di Matteo Orfini. Il resto si vedrà.
E alla Regione? Scalia punterà sul presidente della Provincia Antonio Pompeo, per scatenare un “duello rusticano” con Mauro Buschini. Daniela Bianchi e Marino Fardelli dovranno vedersela da soli, ma quest’ultimo potrebbe candidarsi a sindaco di Cassino.

Simone Costanzo, il segretario, non farà la vittima sacrificale.
Ma se Francesco De Angelis non fosse candidato alla Camera, chi potrebbe dirgli di no alla Regione Lazio? Mauro Buschini è già in allerta.
Nel Pd vige la legge della giungla. Il più grande “mangia” il più piccolo.

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