«La mia Cassino mi fa paura come Caserta»

di CARMINE MERNINI
Trattoria della Legalità

Caro Direttore,
purtroppo e sottolineo purtroppo, il suo lapidario articolo (leggi qui l’articolo Benvenuti a Cassino, succursale criminale di Caserta) è una fotografia nemmeno troppo sbiadita di una realtà che noi dipingiamo da anni.

Qualche tempo fa un amministratore disse pubblicamente che a Cassino non c’erano infiltrazioni, la cosa eclatante non fu tanto la bordata di fischi guadagnati che lo costrinsero ad allontanarsi, quanto la smentita nei fatti che la Procura e gli organi competenti negli anni seguenti hanno attuato con arresti, confische, e indagini varie.

A quanto pare, questo negazionismo persiste e dilaga e anche di fronte alle gravissime vicende dell’inquinamento dei nostri territori, si fa finta di non capire (fino a che le conseguenze non ci colpiscono direttamente).

Continuiamo insomma ad arrivare sulle varie vicende all’irreparabile, solo quando arriviamo al punto di non ritorno ci domandiamo “e ora?

Ovviamente la risposta che ci lava le coscienze sarà “colpa di tizio o Caio che non ha fatto il proprio dovere o lo ha fatto male“.

Ma vogliamo capire che i nostri ragazzi nell’unica piazza della città corrono dei rischi?

Ma vogliamo capire che si è andati oltre, quello che accade in piazza non sono ragazzate, è delinquenza. Anche se quasi sempre commessa da giovanissimi, è pur sempre delinquenza.

Cosa vogliamo aspettare prima di intervenire, che ci scappi il morto?

E anche se ciò non accadesse, ma a cosa devono assistere i nostri ragazzi ogni sera? Credo che fino a che non sistemeremo queste faccende una volta per tutte, non meriterebbero la stima dei nostri figli.

E se già in senso assoluto non è che il nostro mondo sia proprio bello, almeno dovremmo sentire come nostra responsabilità risolvere i problemi che ormai da troppo tempo insistono sotto i balconi di casa nostra.

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