Cercasi classe dirigente. Disperatamente e subito (di C. Trento)

Foto © Imagoeconomica, Paolo Lo Debole

La mancata soluzione di un problema di portata nazionale, come l'avvelenamento della Valle del Sacco, one di fronte ad un'evidenza. Manca una classe dirigente di peso e che sia rappresentativa del territorio.

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Vale la pena leggerlo bene: «Ciò che sta emergendo, infatti, è che spesso si riscontrano superamenti dei valori delle CSC (Concentrazione soglia di contaminazione) che non interessano i terreni ma sono limitati solo alle acque di falda». Lo ha scritto Unindustria Frosinone, con riferimento all’inquinamento della Valle del Sacco. Esprimendo preoccupazione e chiedendo al Mise, al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Lazio misure straordinarie non più rinviabili, compresa l’istituzione di una cabina di regia per il Sin, il Sito di interesse nazionale. (leggi qui Le due grandi occasioni perse dalla politica per battere un colpo).

Il prefetto con i presidenti della Provincia e dell’Aula Provinciale, in visita alla Saxa Gres

Ma non finisce qui. Perché Unindustria ha messo in evidenza come «i contaminanti ritrovati nelle falde non sempre sono ascrivibili ai cicli produttivi delle aziende che operano nei siti oggetto d’indagine, essendo spesso il risultato di eventi storici di contaminazione ed essendo il soggetto che gestisce il sito non sempre responsabile dell’inquinamento».

E tanto per sottolineare la gravità della situazione Giovanni Turriziani, presidente di Unindustria Frosinone, lo ha detto fuori dai denti: «È chiaro a tutti che molte delle aree del Sin siano state riconosciute aree di crisi industriale complessa, il cui recupero viene considerato prioritario per lo sviluppo del Paese. Per evitare dunque che l’emergenza ambientale aggravi l’emergenza economica ed occupazionale, è necessario attuare le misure d’intervento straordinarie previste e che allo stato attuale non risultano più rinviabili».

Un modo forte ed elegante per dire che non è stato fatto nulla. Nonostante gli impegni, le strombazzate a corrente alternata e le promesse da marinaio.

Non è la prima volta che Giovanni Turriziani sollecita una presa di coscienza. Ma non ottiene risposte. Eppure davvero la Ciociaria è sull’orlo del baratro, sia per quanto riguarda l’ambiente che per il lavoro. L’inquinamento della Valle del Sacco è un’emergenza nazionale. Ma non importa niente a nessuno. In una fase nella quale la politica non fa che ripetere che non esistono soluzioni e che non ci sono le risorse. In realtà mancano volontà, competenze, “peso”e concretezza.

La Ciociaria sta affondando nella palude dell’insostenibile leggerezza della classe dirigente.

Quel che resta della rappresentanza del territorio
Le ‘sardine’ in piazza a Bologna

Ma davvero, chi rappresenta la provincia di Frosinone oggi? I parlamentari di maggioranza sono quelli dei Cinque Stelle: Luca Frusone, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri. Ma il paradosso è che il Movimento non è radicato nei territori: non soltanto perché ha pochissimi consiglieri comunali e nemmeno un sindaco, ma perché non è presente negli enti intermedi e fatica a confrontarsi con le associazioni di categoria.

Oggi i Cinque Stelle vivono un momento di enorme difficoltà a livello nazionale e dai territori non può arrivare alcuna spinta. Per la struttura di un Movimento che si è presentato con lo slogan dell’uno vale uno e poi ha scoperto non soltanto che non era così, ma che è impossibile fare davvero politica (e amministrazione) senza una rappresentanza forte nei territori. Perché la fase della protesta è semplice e “romantica”, poi però quella del governo richiede un salto di qualità formidabile.

Oggi in piazza vanno le “6000 Sardine”e stamattina c’è il debutto pure a Frosinone. Anche in questo caso però la logica “contro” (la Lega) è destinata ad avere fiato corto. Poi bisognerà vedere i programmi, i progetti, la classe dirigente. Inoltre, come in tutti i movimenti che nascono, i giovani devono stare attenti a non essere strumentalizzati dalle “vecchie volpi” della politica che provano a riciclarsi. Una sorta di ciclo dell’eterno ritorno.

Dicevamo della rappresentanza: in Ciociaria ci sono anche due senatori (Massimo Ruspandini di FdI e Gianfranco Rufa della Lega) e tre deputati (Claudio Durigon, Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi, tutti del Carroccio). Ora sono tutti all’opposizione. Inoltre, l’Italia sta vivendo una fase, quella del Governo giallorosso, dove gli alleati si vergognano di far parte della stessa maggioranza e dove si minaccia la crisi un giorno sì e l’altro pure. All’orizzonte si profila perfino il taglio di 345 parlamentari, che andrà ad indebolire ulteriormente le province.

Insomma, un quadro a tinte fosche. Il risultato è che dal territorio si fatica a comprendere con chi parlare per cercare soluzioni ad emergenze su emergenze.

Il caos calmo del Pd e l’avanzata del centrodestra
Francesco De Angelis

Francesco De Angelis ha dimostrato ancora una volta di avere un altro passo. Ha deciso che la sua componente Pensare Democratico non presenterà né il candidato alla segreteria né la lista in vista del congresso provinciale. (leggi qui Il nuovo ruolo di Francesco De Angelis: per unire il Pd).

Ha disorientato molti dei suoi, ma in fondo ha evitato sul nascere possibili problemi. Perché ha intuito che nella sua stessa area non c’è unità di intenti sul congresso. Quindi, niente liste vuol dire niente spaccature.

Ma il Pd deve decidere cosa vuole fare. La posizione al Governo indebolisce tutti, anche il segretario nazionale Nicola Zingaretti che, come presidente della Regione Lazio, ha visto scendere il gradimento nell’ultima rilevazione della Swg sulla Governance Poll. Zingaretti è passato dal 38% di quattro anni fa al 30% di adesso.

L’instabilità del Governo Conte bis pesa come un macigno, ma anche sul territorio il Pd non riesce a superare un’impostazione correntizia che non porta neppure più voti. Perché ai tempi dei “due Francesco” (Scalia e De Angelis) i Dem vincevano le politiche e le amministrative. Oggi no, oggi le aree Pensare Democratico (De Angelis, Buschini) e Base Riformista (Pompeo) sembrano due partiti diversi.

Oggi il Pd non vince più ovunque alle comunali. Anzi. Alle politiche e alle europee è andato male. De Angelis lo ha ammesso nella sua relazione alla componente.

Il centrodestra invece avanza lungo l’asse Lega-Fratelli d’Italia. Claudio Durigon si sta preparando alla candidatura come presidente della Regione. Massimo Ruspandini in Fratelli d’Italia è padrone della situazione. Come dimostrano le scelte al Comune di Ceccano. Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani sarà quasi sicuramente candidato la prossima volta. Ma anche per il centrodestra la vera sfida da vincere sarà poi, eventualmente, quella del governo e della rappresentanza del territorio. Perché in Ciociaria non si risolve più un’emergenza da anni. Il problema è che da tempo la politica vive un eterno presente, che si estrinseca con elezioni a raffica. Per programmare il futuro ci vorrebbe altro. Ci vorrebbe una classe dirigente.

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