«Il coraggio di essere commercianti onesti a Cassino»

di Giampiero SANTINI
Presidente Confapi Frosinone

Caro direttore
a Cassino e in tutto il cassinate ci sono tanti imprenditori capaci e commercianti che ogni giorno portano avanti le loro attività con il coraggio dell’onestà.

Non intendo addentrarmi in ambiti sui quali è giusto che facciano chiarezza forze dell’ordine e magistratura (alle quali vanno ringraziamenti e incoraggiamenti, sempre), ma il punto è che il rischio di fare di tutta l’erba un fascio c’è. Non voglio dire che non ci siano stati episodi riconducibili alla criminalità, più o meno organizzata.

Ma esistono tanti piccoli e medi imprenditori che pagano le tasse, si fanno in quattro per onorare il pagamento degli stipendi ai dipendenti, si districano nella giungla della burocrazia e delle autorizzazioni che non arrivano e che mettono sul mercato dei prodotti di assoluta eccellenza. Stesso discorso per i commercianti, molti dei quali portano avanti una gestione familiare. Attenti ad ogni risparmio.

Poi caro direttore, Cassino è una città viva, fatta di ristoranti, bar, negozi, che ospita l’Abbazia, che ha a pochi chilometri lo stabilimento della Fca, che ha la ricchezza inestimabile di un Polo universitario. Una città alimentata da quella maggioranza silenziosa che è composta da persone oneste. Insisto su questo concetto: occorre coraggio per rispettare sempre e tutte le regole, occorre coraggio per investire in una provincia dove da decenni si attendono infrastrutture e dove per un’autorizzazione ambientale bisogna attendere le calende greche.

La seguo con estrema attenzione direttore e condivido molte delle cose che scrive. Ma francamente a Cassino gli imprenditori e i commercianti che conosco non girano la faccia dall’altra parte per non vedere, non si prestano al riciclaggio, non sono complici (neppure morali) di un substrato camorristico.

Ripeto: non voglio dire che non ci siano stati episodi del genere, ma intendo affermare con forza che il tessuto economico, commerciale ed imprenditoriale della città è sano. Fatto di gente che si spacca la schiena, che non ha paura di mettersi alla prova, che non cede alle sirene di spostare altrove la propria attività, magari dove possono esserci incentivi.

E’ a questa Cassino che bisogna guardare, perché altrimenti saremo sempre nella logica che fa più rumore un albero che cade piuttosto che una foresta che cresce.
 
* Il rischio è anche che l’attesa della foresta in crescita diventi l’alibi per non guardare gli alberi mentre vengono disboscati ad uno ad uno (Al.Po.)
 

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