Cosilam, crisi in coincidenza con De Angelis all’Asi

di GIUSEPPE GENTILE
già Consigliere Regionale del Lazio

Non ci vuole certamente la sfera di cristallo per capire che la crisi apertasi in seno al Consiglio di Amministrazione del Cosilam porta ad una delegittimazione del Consorzio e apre la strada all’accorpamento con l’Asi così com’è previsto nella proposta di legge regionale a firma della consigliera Bianchi sulla costituzione delle Apea (Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate).

Si tratta di una proposta che, tra l’altro, prevede un consorzio industriale per provincia con sede in ogni capoluogo per cui a farne le spese oltre al Cosilam sarà anche il consorzio del Sud Pontino, privando l’area sud delle province di Frosinone e Latina di due enti di sviluppo industriale con conseguenze disastrose sul pia no socio economico.

Una proposta quella della Bianchi fatta anche per anticipare la pronuncia del Tar che ci sarà entro la fine dell’anno, al quale i vertici del Cosilam si sono rivolti per risolvere il contenzioso relativo al patrimonio che qualora dovesse essere favorevole al consorzio cassinate farebbe venir fuori non poche responsabilità da parte dell’Asi che impropriamente starebbe incassando i proventi della depurazione delle acque reflue dello stabilimento Fiat, dell’acquedotto industriale e del raccordo ferroviario Fiat che insistono sull’area di pertinenza del Cosilam.

E’ del tutto evidente che la proposta di legge è stata conseguente allo scontro nel Pd tra il senatore Scalia e l’ex europarlamentare De Angelis da poco eletto presidente dell’Asi di Frosinone che ha tutto l’interesse a far si che l’iniziativa va da in porto prima che si pronunci il Tar in quanto con l’accorpamento il contenzioso verrebbe a cadere.

Non è certo a caso che la crisi in atto nel Cosilam sia precipitata proprio con l’avvento alla presidenza dell’Asi di De Angelis il cui interesse, ovviamente, è quello di guidare un unico ente che avrebbe giurisdizione sull’intera Provincia, con maggiore forza contrattuale dal punto di vista politico.

Una crisi, quindi, tutta politica che con il classico gioco dello scaricabarile si cerca maldestramente di far ricadere sull’attuale management che è ritenuto come il responsabile dei guasti creati da gestioni passate che sono state poche oculate.

Non è certo colpa dell’attuale Consiglio di Amministrazione se il bilancio del Cosilam è in rosso come se le tariffe per i servizi resi alle imprese, fissate molto al di sotto di quelle che la Fiat ancor oggi paga all’Asi, le avesse stabilite lui, né tampoco gli si può addebitare la responsabilità dell’aumento dell’organico del Consorzio che dalla sua costituzione è più che raddoppiato, motivo per cui oggi se ne pagano le conseguenze.

Il non aver tenuto conto del contenimento dei costi del personale rispetto ai ricavi che sono minori per la questione del contenzioso in atto, ha portato alla situazione attuale con una perdita che non si può attribuire certamente al Direttore Generale.

Se la crisi dovesse ulteriormente precipitare sarebbe inevitabile la nomina di un commissario per cui non ci sarebbero più ostacoli sul cammino dell’accorpamento con l’Asi, privando il territorio di un ente che, piaccia o no, ha contribuito al suo sviluppo soprattutto nel periodo in cui De Angelis è stato assessore regionale all’industria avendone riconosciuto, con cospicui finanziamenti, il ruolo strategico per tutto il sud della provincia le cui enormi potenzialità torneranno come nel passato a non essere sfruttate appieno, motivo per cui nacque il Cosilam.

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