E no Porcu: non c’è solo la carta vetrata (di I. Mastrobuono)

L'ex DG della Asl di Frosinone mette i puntini sulle i. E ricorda che Pneumologia oggi apre a Cassino solo perché fu lei a programmarla. Durissimo attacco alla politica locale: “Mestieranti che si nutrono solo di parole e promesse"

di Isabella Mastrobuono

gia Direttore Generale Asl Frosinone

E no Porcu, questa volta il Suo articolo ha un personaggio in più che poteva risparmiarsi di citare: la mia persona. Poteva limitarsi ad elogiare la venuta dell’Assessore Alessio D’Amato ed il desiderio di Nicola Zingaretti di migliorare la Sanità locale. (leggi qui Il segnale di D’Amato con la doppia visita a Lorusso).

Ma se mi ha nominata doveva anche scrivere che molte delle cose che oggi ancora funzionano in quella sfortunata Provincia sono il risultato del lavoro che ho condotto nei 18 mesi da Direttore generale.

Isabella Mastrobuono

Anche la Pneumologia era già prevista nell’Atto aziendale che avevo predisposto nel 2015 (approvata dalla Regione e finalmente aperta con 5 anni di ritardo!).

Vogliamo citare anche il resto? E cioè la Casa della Salute di Pontecorvo che con le sue prestazioni (il Sindaco resiste strenuamente ai tagli) è ai primi posti nel Lazio. Cosa vogliamo dire della Casa della Salute di Atina e il Reparto per i pazienti affetti da Alzhaimer, delle prime due REMS d’Italia?

E la Casa delle Farfalle di Isola del Liri indicata dall’Assessore Alessio D’Amato quale primo hospice pubblico della Regione solo dopo che sono stata mandata via?

Nulla di tutto questo Lei ha citato, neppure che il personale assunto è stato autorizzato dopo il mio allontanamento (ma sulla base delle mie richieste che non venivano stranamente esaudite, nonostante la venuta di Zingaretti non D’Amato), ma solo un “appunto” al mio carattere.

Ho lavorato per 11 anni al Bambino Gesù, rispettata ed amata, e sono stata accanto ad un maestro Elio Guzzanti che certamente non si è mai circondato di “caratteriali”. Ancora oggi dopo 14 anni trascorsi al Policlinico Tor Vergata incontro decine di persone che sperano in un mio ritorno e dove lavoro in Provincia Autonoma di Bolzano mi riconoscono equilibrio e saggezza (altra politica!).

Stefano Lorusso e Alessio D’Amato con Barbara Di Rollo

Vi sono luoghi ove vige il principio universale del rispetto delle persone, (che mi hanno riconosciuto ben due Tribunali, TAR e Consiglio di Stato) e la politica è davvero al servizio dei cittadini, mentre in Provincia operano mestieranti che si nutrono di parole e promesse, spesso opponendosi ai cambiamenti se non sono a loro convenienti.

No, caro Porcu, la verità non si può mascherare, bisogna dirla. Come molte persone oneste (e attenzione non brave tecnicamente, il che non c’entra per nulla) ho seguito, come anche i miei compagni di viaggio, il direttore amministrativo e sanitario, i principi del buon operare, nel rispetto della meritocrazia (pensi come avrei condotto i concorsi se fossi rimasta!) e della sicurezza dei pazienti (si ricorda la chiusura della ostetricia di Alatri dove si praticava il più alto tasso di parti cesarei del Paese? Non è stata più aperta.).

La politica e la tecnica si debbono rispettare ed è proprio questo che nel mio caso (ma in tanti altri, la storia ne è piena) non è successo. La dignità è un abito che nessuno si può permettere di sporcare e non c’è da meravigliarsi se mi sono ribellata e sono diventata “ruvida come la carta vetrata”.

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Gentile professoressa, nessuno può negare i suoi meriti sanitari che con puntiglio ci ha tenuto a ricordare. Altrettanto non si può negare che la fine della sua tanto meritoria opera in questa “sfortunata provincia” sia coincisa con l’unica riunione, nella storia della Sanità del Lazio, in cui i sindaci siano stati chiamati a valutare l’operato di un manager Asl a metà del mandato, per decidere se confermarne il contratto. In 60 le votarono contro. Tar e Consiglio di Stato hanno stabilito che nulla poteva esserle contestato sotto il profilo tecnico sanitario. Rimane solo il carattere. (Al. Po.)

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