Ferraguti: “Sanità, basta piagnistei, mancano i parametri per il Dea”

di SILVIO FERRAGUTI
past president Federlazio

Per il Dipartimento di Emergenza e Accettazione di secondo livello (Dea) occorrono parametri oggettivi. E cioè le unità operative di neurochirurgia, cardiochirurgia, di terapia intensiva neonatale, di chirurgia toracica e chirurgia vascolare. Il tutto, secondo indicazioni stabilite dalla programmazione regionale. Altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per grandi ustionati o le unità spinali, ove rientranti nella programmazione regionale, sono collocati nei Dea di II livello.

All’ospedale di Frosinone questi reparti non ci sono. Certamente si può lavorare per far sì che in futuro siano previsti, ma al momento le discussioni sull’argomento sono poco di più che un interessante esercizio dialettico.

E siccome sono abituato a lavorare “per” e mai “contro”, non capisco perché fare continuamente paragoni con Latina. Il capoluogo pontino ha anche un collegamento con l’Università.
Noi dobbiamo impegnarci non soltanto per creare le condizioni ma soprattutto per essere autorevoli e ascoltati laddove queste decisioni si assumono, cioè in Regione. Lasciando stare le polemiche e i diritti di primogenitura, ma magari impegnandoci tutti insieme.

E nel frattempo? Nel frattempo dobbiamo valorizzare e migliorare quello che già c’è, partendo dalla considerazione che ha fatto lo stesso presidente Nicola Zingaretti e che cioè la Regione Lazio si appresta ad uscire dal commissariamento. La sanità della provincia di Frosinone ha bisogno di più medici, di più infermieri e di più mezzi. Colgo l’occasione per fare un plauso agli operatori sanitari che ci sono, i quali si sottopongono a turni massacranti e gettano sempre il cuore oltre l’ostacolo ma anche oltre i tempi previsti e le rigide competenze.

Battiamoci pure per potenziare i Pronto Soccorso, che quotidianamente sopportano un’onda d’urto enorme. Non lamentiamoci, non polemizziamo sul nulla. Dimostriamo alla Regione Lazio (unico ente che ha competenza diretta sulla sanità) che sappiamo sia rimboccarci le maniche che ottenere i risultati. Poi potremmo porre con forza il tema del Dea di secondo livello a Frosinone, ma pure il potenziamento degli ospedali di Cassino e Sora.

Un’ultima considerazione. Leggo un giorno sì e l’altro pure critiche al direttore generale Isabella Mastrobuono, nominata come commissario dalla Regione. Perché nessuno però si chiede mai il motivo per il quale da anni la Asl di Frosinone si pone nelle condizioni di essere commissariata? Perché nessuno ha provato ad invertire la tendenza, passo fondamentale per valorizzare le tante professionalità di questa provincia?

Non mi interessano le polemiche (se ne fanno troppe). Il percorso è chiaro: in questo momento no ci sono le condizioni oggettive per il Dea di II^livello. Rimbocchiamoci le maniche e valorizziamo quello che c’è. Dimostriamo di saper fare squadra sul territorio. Basta piagnistei.

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