L’ex vice sindaco: «Caro Fabrizio, ritirati»

MARCO FERRARA
già vice sindaco di Frosinone

 

 

Caro Fabrizio, Caro Amico mio,

desidero con questa lettera aperta, anche in qualità di ex amministratore comunale, farti giungere pubblicamente alcuni miei pensieri e consigli. Sai, è noto, che sono uno che le cose non le manda a dire!

Dal privilegio in cui ho potuto (e posso osservare) le questioni, le dinamiche ed i riti di questo scorcio di avvio di campagna elettorale, mi sento di dirtele “papale papale” non preoccupandomi di altro.

Alla mia età, con tante esperienze vissute (di cui molte negative) cosa può farmi spavento?

Te le affido conscio che tu sai bene che sono lo stesso che oltre 10 anni fa (nella mia attività giornalistica passata) per primo sostenne che “potevi rappresentare in futuro una risorsa per questo territorio e questa città”.

Questo proposito, ovviamente, non è figlio dei dati pubblicati qualche giorno fa: è troppo presto, secondo me, per crederli definitivi. Né prende le mosse da altro o motivi di attese personali.

Queste, come sai e come sanno tanti amici (e compagni: termine che mi piace ancora usare), che anche ora mi incoraggiano a tornare persino capeggiando una lista civica, le ho abbandonate tanti anni fa.

Non esistono uomini per tutte le stagioni, non si può sempre stare in campo e, soprattutto, non mi piace ciò che è diventata oggi la politica. E ancor più amo il mio lavoro su cui tornerò dopo.

Dicevo mi guardo attorno e mi sembra di vedere troppi segnali di abbandono: pochissimi cosiddetti “big” disposti ad entrare in lista (un ok chiaro solo dalla generosa senatrice Spilabotte), un partito assente ed entrato in crisi proprio in queste ore,uncongresso cheoccuperà il dibattito e i giornali fino al 30 aprile (e forse oltre) togliendo tutto ai temi della città ed ai programmi.

Ma come si fa a non vedere, poi, le malinconie per le perpetue attese di un segretario, primario, vicesindaco, assessore, consigliere, presidente del consiglio comunale, di associazione (e mi scuso se perdo qualcosa) o di un ex sindaco che lascia prigioniero di rancori (non sono per la politica) ciò che di positivo può ancora esprimere nel suo avvenire politico?

E poi: dove sono i tanti convitati di pietra che pure aleggiano sulla tua campagna elettorale? Sei sicuro che fa piacere a tutti coloro che lo dovrebbero avere che tu vada a cingerti di tricolore?

Sono solo alcune delle riflessioni che tanti pure mi invitano a fare incontrandomi. Ce ne sarebbero altre ma non credo potrò avere molto spazio dai quotidiani.

L’attuale politica non premia il puro spirito di servizio, né impulsi alla de Coubertin: la società è troppo competitiva, il consenso è molto volatile.

Nessuno va a guardare chi arriva secondo: negli “Albi d’Oro” figura chi vince e ho ben chiaro –per averlo conosciuto, stimato ed ammirato, l’impegno umano e politico del caro Angeluccio, tuo amato papà, amatissimo dalla città e carissimo amico, con il quale ho avuto l’onore ed il piacere di condividere molto tempo e iniziative nella mia breve stagione politica – che nell’Albo d’Oro di Frosinone figura il nome “Cristofari”.

Sono convinto che prima di tutto lui ti avrebbe detto questo: non è il caso di immolarti. Un passo indietro oggi può dimostrarsi un lungo salto in avanti in futuro.

Te lo consiglio vivamente, senza finzioni o altri fini, con spirito laico, socialista riformista e craxiano. Sei più utile e indispensabile al tuo lavoro, ai tuoi pazienti, a quella professione in cui eccelli, a quegli studi in cui ha sempre primeggiato.

Il settore nel quale operiamo ha ancora troppo bisogno della tua opera professionale. Non a caso ho detto operiamo! Credo di conoscerlo e di poter dire con cognizione di causa che ha bisogno di essere rappresentato da specialisti laddove si prendono le decisioni che contano in questa materia.

Per parte mia lì continuerò ad operare: desidero agire finché potrò per contribuire a divulgare sempre più tutti gli aspetti della sanità veicolando quell’informazione scientifica (e non) necessaria ai cittadini per meglio utilizzare e conoscere un settore complesso e articolato che – nonostante l’impegno profondo e positivo dell’attuale eccellente manager – sconta troppi decenni di ritardo per “decisioni di Roma” ed il ventre molle di chi questo territorio ha rappresentato

 

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