Fiorentina – Frosinone e del perché mio padre e mia madre non possono andare a Firenze

Stefano Pizzutelli

di STEFANO PIZZUTELLI

Blogger (quando ne ha tempo)

 

Giovedì sera, dieci e mezza. Squilla il telefono. Sul display: “Papà”. Mi appaiono scenari apocalittici, pronti soccorsi, ambulanze, incendi dolosi, rapine in villa. “Pr-pronto” rispondo tra i brividi.
Stefano, tua madre vuole andare a Firenze a vedere il Frosinone. Vedi di fare la tessera del tifoso!
Dopo essere diventato per un minuto credente e aver ringraziato il santo del giorno, mi metto a cercare di fare Vivi Azzurro. Mi servono dei dati che non ho e quindi vado a dormire sereno.

Venerdì mattina, sette e mezza. Squilla il telefono. Sul display: “Papà”. Mi appaiono scenari apocalittici, pompe funebri, catastrofi naturali, Renzi a casa per pranzo. “Pr-pronto” rispondo tra i brividi. E’ mia madre: “Stefanì” (un quintale di peso e un quintale di anni e ancora Stefanì) “ma nel settore ospiti si sta seduti?” “No, mà, si sta in piedi a tifare” “Ah, e allora prendi un biglietto della tribuna”. Poi mio padre, forse dal bagno: “E prenotaci pure un bell’albergo!
Beh, il Frosinone gioca a Firenze il giorno dei Santi a mezzogiorno e mezza. Alessandro ha prenotato treno e albergo; Dino si porta i figli e un po’ di amici; zio Silvio ha preso un quattro stelle lusso a due passi da Palazzo Vecchio. Io sto fremendo: la settimana scorsa sono già andato a chiedere dei biglietti.

Poi, alle sei, un post di Domenico: “Vietata la trasferta ai tifosi del Frosinone”. Cerco di leggere, ma mi si oscura tutto, questore, prefetto, gravi fatti, Lazio – Frosinone.

Mando un sms al sindaco, che (e non so se è una nota di merito o di demerito) mi richiama in trenta secondi. E’ basito; dopo cinque secondi, inviperito.

Durante la serata arriva la spiegazione: non sono stati il prefetto ed il questore di Firenze, ma il Gos, su segnalazione del rappresentante di Trenitalia. Nel verbale della riunione si richiamano i “gravi fatti” successi il 4 ottobre. Il sindaco fa un comunicato e parla di 70 persone che hanno scavalcato delle barriere, un capotreno malmenato e il freno premuto una decina di volte.
So che è bambinesco, ma a me mi parte la sindrome da complotto.

Prima domanda: possibile che in un’epoca in cui, quando succede un indicente a dieci persone, due muoiono e le altre otto le riprendono con il telefonino, nessuno sapesse di questi gravi fatti? Un giornale, un sito, che so La Voce del Ferroviere, la Gazzetta della Rotaia.

Seconda domanda: possibile che un capotreno venga malmenato e non si venga a sapere? Sapete quei titoli “Dove sta la sicurezza?” “I profughi a casa” “Non si può girare a Termini”. Possibile che neanche uno straccio di sindacato autonomo abbia fatto uscire un trafiletto su un
capotreno malmenato. Malmenato, non minacciato o insultato. Malmenato.

Terza domanda: Possibile che capiti sempre a noi? Immaginate per un attimo che per gli stessi motivi fosse stata vietata la trasferta dei romanisti di questa settimana. Prime pagine sul Corriere dello Sport, Messaggero listato a lutto, Il Tempo che titola “E’ colpa dei profughi negri se è vietata la trasferta”. Noi chi siamo? Un paesino di campagna. Du’ zampitti senza cultura da perculare.

Quarta domanda: Frosinone – Entella: insulti , sputi e una bottiglia vuota in campo, due settori squalificati per due giornate. Juve-Torino: una bomba carta (ripeto: bomba carta, magari non avete letto bene) lanciata nel settore ospiti, una giornata di squalifica dopo che la Juve ha emesso trenta comunicati contro la sanzione.

Quinta domanda: ovvio che qualcosa sia successo, a prescindere dalla gravità, ma i 2500 frusinati che sono andati in pullman a Roma, noi che siamo andati in macchina, che c’entriamo? Possibile che un’intera tifoseria debba pagare per i comportamenti di 10 o 20 persone?

So benissimo peraltro che dobbiamo tutti convincerci che per ovvi motivi vietare una trasferta è il mezzo più semplice per evitare problemi e quindi tutti dobbiamo cercare di evitare di girare senza biglietto o di scavalcare barriere o di urlare (malmenare non se ne parla nemmeno) al capotreno o al controllore.

Però siamo una tifoseria stracolma di donne, di ragazzi, di bambini che invece di crescere juventini o interisti, verranno su col sogno di diventare alti e belli come Daniel Ciofani: possibile che siamo così pericolosi?

Detto questo, ora che gli dico a mamma e papà? A Vincenzo a’ carogna e alla sua compagna Graziella la sciamannata? 151 anni in due e non possono fare manco un weekend a Firenze.

Forse la soluzione è davvero quella che ha detto Angelo: a mezzogiorno e mezzo del primo novembre, andiamo in 1000, in 2000 a piazza della Signoria, tutti vestiti di giallazzurro, portiamoci un Super Santos e mettiamoci a giocare a pallone.

Magari, così, qualcuno capirà.

E come sempre, forza Frosinone

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