Frosinone in A, Fca e viadotto: veleni gratuiti e mancate risposte (di L. D’Arpino)

Una settimana di veleni e domande senza risposta. Come quelle dei 1300 che ancora non ricevono la Disoccupazione. O sul futuro di Fca. I costi folli dell'ascensore inclinato

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Luciano D’ARPINO per IL MESSAGGERO

Frosinone e le domande velenose o senza risposta. La prima è arrivata addirittura dal New York Times sulle cui colonne il presidente del Napoli De Laurentiis, nel corso di un’intervista, ha avuto anche lo spazio per porsi l’interrogativo: «Che ci fa il Frosinone in Serie A?» Al che il presidente del club giallazzurro, Maurizio Stirpe, ha subito replicato con una dichiarazione da kappaò: «Non accetto lezioni da chi si sente Napoleone e non ha mai vinto niente. Noi almeno abbiamo realizzato uno stadio, lui neanche quello».

Non hanno ancora ricevuto una risposta, invece, altre domande poste la scorsa settimana. Innanzitutto quella dei circa 1300 senzalavoro ciociari che attendono il pagamento degli arretrati della mobilità del 2018. Quando saranno saldate le spettanze visto che la maggior parte delle famiglie di questi ex lavoratori non hanno alcun tipo di reddito? I soldi ci sono, la burocrazia si è messa in moto, ma nessuno sa ancora indicare una data precisa.

L’altro interrogativo è quello relativo alla Fca: i sindaci del cassinate si sono mobilitati contro l’ecotassa, si sono mossi pure i vertici locali e nazionali del Pd che si sono fatti rivedere davanti ai cancelli della fabbrica (e questa è già una notizia), ma il Governo non vuole fare marcia indietro. A sua volta l’azienda, che aveva annunciato di dover rivedere il piano degli investimenti, non ha chiarito nel dettaglio le sue intenzioni. Intanto è partita altra cassa integrazione.

Torniamo nel capoluogo adesso. Quando finiranno, invece, i lavori per la bonifica della frana e per la riapertura del viadotto Biondi? In questo momento la Regione non sa rispondere perché ha dovuto procedere a installare nuovi micropali per rendere più stabile il versante. Opera che allungherà sicuramente i tempi, ma non si sa di quanto con le inevitabili ripercussioni sul traffico.

Infine una domanda che arriva dalla gente comune che passa vicino alla stazione a monte dell’ascensore inclinato. L’impianto è tornato in funzione da pochi giorni dopo un lunghissimo stop e venerdì Il Messaggero ha scoperto che il Comune, in appena 24 giorni del nuovo anno, ha già dovuto spendere per manutenzione e vecchi debiti qualcosa come 58mila euro, 2400 euro al giorno. Un bel salasso. La domanda che si fanno i cittadini è questa: finalmente l’ascensore è tornato in funzione, ma fino a quando?

Incrociamo le dita.

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